Giorno n. 31

Salmo 8

O Dio, Signore nostro,
quant’è magnifico il tuo nome in tutta la terra!
Tu hai posto la tua maestà nei cieli.
Dalla bocca dei bambini e dei lattanti hai tratto una forza,
a causa dei tuoi nemici,
per ridurre al silenzio l’avversario e il vendicatore.
Quando io considero i tuoi cieli, opera delle tue dita,
la luna e le stelle che tu hai disposte,
che cos’è l’uomo perché tu lo ricordi?
Il figlio dell’uomo perché te ne prenda cura?
Eppure tu lo hai fatto solo di poco inferiore a Dio
e lo hai coronato di gloria e d’onore.
Tu lo hai fatto dominare sulle opere delle tue mani,
hai posto ogni cosa sotto i suoi piedi:
pecore e buoi tutti quanti
e anche le bestie selvatiche della campagna;
gli uccelli del cielo e i pesci del mare,
tutto quel che percorre i sentieri dei mari.
O Dio, Signore nostro,
quant’è magnifico il tuo nome in tutta la terra!

Romani 8:18-25

Infatti io ritengo che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria che deve essere manifestata a nostro riguardo. Poiché la creazione aspetta con impazienza la manifestazione dei figli di Dio; perché la creazione è stata sottoposta alla vanità, non di sua propria volontà, ma a motivo di colui che ve l’ha sottoposta, nella speranza che anche la creazione stessa sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella gloriosa libertà dei figli di Dio. Sappiamo infatti che fino ad ora tutta la creazione geme ed è in travaglio; non solo essa, ma anche noi, che abbiamo le primizie dello Spirito, gemiamo dentro di noi, aspettando l’adozione, la redenzione del nostro corpo. Poiché siamo stati salvati in speranza. Or la speranza di ciò che si vede non è speranza; difatti, quello che uno vede perché lo spererebbe ancora? Ma se speriamo ciò che non vediamo, lo aspettiamo con pazienza.

Preghiamo:

  • «grazie Signore!» per la bellezza del creato e come tramite le sue risorse e frutti ci fornisci nutrimento e godimento.
  • «grazie Signore!» perché tu sei sovrano sul creato, costui al quale persino il vento e il mare ubbidiscono.
  • che la gente, quando colpiscono i disastri naturali, riconoscano di non farcela da soli e tornino dal Signore della tempesta.
  • che gli umani coltivano, lavorino e usino la terra e le sue risorse in modo responsabile e sostenibile, proteggendo gli ecosistemi e sensibili nel trattamento degli animali.
  • «Venga Gesù!» mentre insieme al creato gemiamo dentro di noi, aspettando l’adozione, la redenzione del nostro corpo.