losanna

La missione

«L’evangelizzazione del mondo richiede che tutta la chiesa porti tutto il vangelo a tutto il mondo.»

BREVE STORIA

Lungo il suo ministero evangelistico in giro per il mondo, Dr. Billy Graham, noto predicatore, sviluppò una passione per unire tutti gli evangelici nel comune impegno per la totale evangelizzazione del mondo. Negli anni 70 percepì poi il bisogno di un congresso mondiale per re-inserire la missione cristiana nella cornice di un mondo di forte irrequietezza politica, economica, intellettuale e religiosa. Era sua convinzione che la chiesa dovesse afferrare le idee e i valori dietro i cambiamenti rapidi nella società. Nel 1974 oltre 2400 partecipanti da 150 nazioni si sono incontrati a Losanna, in Svizzera, per il primo Congresso Internazionale sull’Evangelizzazione Mondiale. Vi furono tre elementi principali per la chiesa:

  1. Un fondamento teologico per la missione mondiale – il Patto di Losanna definì la necessità e gli obiettivi dell’evangelizzazione. Divenne uno dei documenti più significativi nella storia della chiesa contemporanea, portando insieme evangelici da differenti contesti per un partenariato missionale.
  2. Popoli non raggiunti – Per la prima volta fu introdotto il concetto di ‘gruppi di popoli non raggiunti’. Fu una pietra miliare per la missiologia. Con migliaia di gruppi senza un cristiano fra di loro e senza alcun accesso alla Scrittura nella loro lingua la missione inter-culturale doveva essere riconosciuta come il compito primario della chiesa.
  3. Missione olistica – Il congresso affermò la necessità sia dell’evangelizzazione sia la giustizia sociale. Questo produsse un cambiamento nel modo di pensare della chiesa globale. Oggi la missione integrale, o olistica è largamente abbracciata e ciò può, in gran parte essere attribuito al Congresso del 1974.

Nel 1975 fu fondato il Comitato di Losanna. Lo scopo allora, come adesso è favorire la collaborazione globale per far conoscere Cristo a tutte le persone. Durante gli anni successivi altri congressi, consultazioni su tematiche specifiche e la redazioni di dichiarazioni al riguardo con un seguente appello ad una particolare azione (le Lausanne Occasional Paper, LOP) hanno continuato a dare forma alla teologia della missione e alla sua pratica. Durante il più recente congresso a Città del Capo, nel 2010, 30 pressanti sfide missionali per il ventunesimo secolo furono identificate. Il risultante documento: l’impegno di Città del Capo, va visto come una mappa per le attività del Movimento. Altri eventi importanti sono stati i Raduni per i Giovani Leader (YLG), nel 1987, 2006 e, più recentemente ad agosto 2016. Sono stati degli incontri significativi per collegare i leader della prossima generazione.

OGGI

Dal 1974 molto è cambiato nel mondo, ma la visione e l’impegno del Movimento di Losanna rimane lo stesso: collegare le persone di influenza per la missione mondiale. È una visione così articolata:

  • Il vangelo per ogni persona
  • Una chiesa evangelica per ogni popolo
  • Leader modellati da Cristo per ogni chiesa
  • Un impatto per il regno in ogni sfera della società

Come i nostri fondatori Billy Graham e John Stott, cerchiamo di essere degli amministratori fedeli alla chiamata di Dio di connettere persone di influenza e idee per la missione mondiale. Desideriamo servire la chiesa globale con uno spirito di umiltà, amicizia, preghiera, studio, partenariato e speranza, che Billy Graham ha definito: ‘lo spirito di Losanna’. Il Movimento di Losanna connette persone di influenza in due tipi di reti:

  • Reti per Soggetti Specifici – più di 30 reti sorte attorno a soggetti specifici di pressante attualità per le opportunità missionali quali Libertà e Giustizia, Islam, Città, Impegno Mediatico, e Imprese in missione.
  • Reti Regionali – contesti geograficamente definiti in ogni parte del globo che portano avanti le iniziative di Losanna.

IN ITALIA

In Italia, il Comitato Italiano per il Movimento di Losanna, porta avanti la visione e l’opera del Movimento. Il Comitato, costituito nel 2015, si incontra regolarmente ed è formato da Jonathan Gilmore (Coordinatore), Giuseppe Rizza, Michele Passaretti e Giovanni Donato. Gli intenti del Comitato sono:

  • sensibilizzare la chiesa in Italia sulla visione ed operato del MdL
  • realizzare eventi, incontri, pubblicazioni per diffondere la visione del MdL e per informare e formare credenti in Italia sulla missione
  • partecipare in ogni modo possibile alla diffusione dello ‘spirito di Losanna’

Riconosciamo umilmente che sovente il nemico abilmente ed in modo subdolo ha voluto minare la nostra testimonianza davanti al mondo e la fraterna coesione fra di noi. Convinti di voler operare nello 'spirito di Losanna’ lavorando fra di noi ma anche in contatto e partenariato con altre opere cristiane italiane ed internazionali, abbiamo voluto sintetizzare alcuni degli elementi portanti in una dichiarazione semplice ed essenziale: Il Codice Etico del Movimento di Losanna in Italia. Invitiamo ad una attenta lettura e ad un suo saggio e costruttivo uso.

INTRODUZIONE

In qualità di membri della chiesa di Cristo provenienti da più di 150 nazioni, partecipanti al Congresso Internazionale sull’Evangelizzazione del mondo che si è svolto qui a Losanna, lodiamo Dio per la sua grande salvezza e ci rallegriamo della comunione che egli ci ha donato con sé e gli uni con gli altri. Ciò che Dio sta facendo nel nostro tempo ci tocca profondamente e ci sentiamo spinti a pentirci per i nostri fallimenti mentre avvertiamo forte la sfida del compito, non ancora completato, dell’evangelizzazione del mondo. Noi sosteniamo che il Vangelo è la Buona Notizia per l’intero mondo e siamo determinati, in ragione della sua grazia, a ubbidire al mandato di Cristo che ci ordina di proclamarlo a tutta l’umanità, facendo discepoli in ogni nazione. Desideriamo allora esprimere la nostra fede e la nostra determinazione rendendo pubblico il patto che stipuliamo.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Il Patto di Losanna", (1974)

IL DISEGNO DI DIO

Riaffermiamo la nostra fede nel Dio eterno e unico, Creatore e Signore del mondo, Padre Figlio e Spirito Santo che governa su tutta la realtà secondo il disegno della sua volontà. Egli ha tratto dal mondo un popolo che gli appartenesse e questo stesso popolo lo ha rimandato nel mondo affinché coloro che ne fanno parte fossero i suoi servi e i suoi testimoni, affinché il suo regno si estendesse, venisse edificato il corpo di Cristo e il suo nome fosse glorificato. Confessiamo con vergogna che abbiamo spesso disatteso la nostra chiamata e abbiamo fallito nel nostro compito o perché ci siamo conformati al mondo o perché ce ne siamo disinteressati. Tuttavia ci rallegriamo perché il Vangelo, pur essendo contenuto in vasi di terra, quali noi siamo, è ancora un prezioso tesoro. Desideriamo allora riconsacrarci al compito di far conoscere questo tesoro grazie alla potenza dello Spirito.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Il Patto di Losanna", (1974)

Isaia 40:28

Non lo sai tu? Non l’hai mai udito? Il Signore è Dio eterno, il creatore degli estremi confini della terra; egli non si affatica e non si stanca; la sua intelligenza è imperscrutabile.

Matteo 28:19

Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Efesini 1:11

In lui siamo anche stati fatti eredi, essendo stati predestinati secondo il proposito di colui che compie ogni cosa secondo la decisione della propria volontà.

Atti 15:14

Fratelli, ascoltatemi: Simone ha riferito come Dio all’inizio ha voluto scegliersi tra gli stranieri un popolo consacrato al suo nome.

Giovanni 17:6, 18

Io ho manifestato il tuo nome agli uomini che tu mi hai dati dal mondo; erano tuoi e tu me li hai dati; ed essi hanno osservato la tua parola. (...) Come tu hai mandato me nel mondo, anch’io ho mandato loro nel mondo.

Efesini 4:12

(...) per il perfezionamento dei santi in vista dell’opera del ministero e dell’edificazione del corpo di Cristo.

1 Corinzi 5:10

(...) non del tutto però con i fornicatori di questo mondo, o con gli avari e i ladri, o con gli idolatri; perché altrimenti dovreste uscire dal mondo.

Romani 12:2

Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà.

2 Corinzi 4:7

Ma noi abbiamo questo tesoro in vasi di terra, affinché questa grande potenza sia attribuita a Dio e non a noi.

L'AUTORITÀ E LA POTENZA DELLA BIBBIA

Ribadiamo la divina ispirazione, la veridicità e l’autorità dell’intera Scrittura, Antico e Nuovo Testamento, e continuiamo a ritenerla la sola Parola scritta di Dio che non presenta errori in ciò che afferma, unica e infallibile regola nella fede e nell’azione. Sosteniamo anche che la Parola di Dio ha la potenza di realizzare il suo disegno di salvezza. Il messaggio della Bibbia è rivolto alle donne e agli uomini di tutti i tempi, poiché la rivelazione di Dio in Cristo e nella Scrittura non cambia. Per suo mezzo lo Spirito Santo parla ancora oggi. Lo Spirito infatti illumina l’intelligenza del popolo di Dio in qualsiasi cultura esso si trovi affinché sia in grado di cogliere da sé medesimo e in maniera sempre nuova la sua verità; in tal modo lo Spirito mostra continuamente a tutta la chiesa l’infinitamente varia sapienza di Dio.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Il Patto di Losanna", (1974)

2 Timoteo 3:16

Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia.

2 Pietro 1:21

Infatti nessuna profezia venne mai dalla volontà dell’uomo, ma degli uomini hanno parlato da parte di Dio, perché sospinti dallo Spirito Santo.

Giovanni 10:32-26

Gesù disse loro: «Vi ho mostrato molte buone opere da parte del Padre [mio]; per quale di queste opere mi lapidate?» I Giudei gli risposero [, dicendo]: «Non ti lapidiamo per una buona opera, ma per bestemmia, e perché tu, che sei uomo, ti fai Dio». Gesù rispose loro: «Non sta scritto nella vostra legge:

“Io ho detto: voi siete dèi”?

Se chiama dèi coloro ai quali la parola di Dio è stata diretta (e la Scrittura non può essere annullata), a colui che il Padre ha santificato e mandato nel mondo voi dite: “Tu bestemmi”, perché ho detto: “Sono Figlio di Dio”?»

Isaia 55:11

Così è della mia parola, uscita dalla mia bocca: essa non torna a me a vuoto, senza aver compiuto ciò che io voglio e condotto a buon fine ciò per cui l’ho mandata.

1 Corinzi 1:21

Poiché il mondo non ha conosciuto Dio mediante la propria sapienza, è piaciuto a Dio, nella sua sapienza, di salvare i credenti con la pazzia della predicazione.

Romani 1:16

Infatti non mi vergogno del vangelo [di Cristo]; perché esso è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede, del Giudeo prima e poi del Greco.

Matteo 5:17-18

Non pensate che io sia venuto per abolire la legge o i profeti; io sono venuto non per abolire, ma per portare a compimento. Poiché in verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, neppure un iota o un apice passerà dalla legge senza che tutto sia adempiuto.

Giuda 3

Carissimi, avendo un gran desiderio di scrivervi della nostra comune salvezza, mi sono trovato costretto a farlo per esortarvi a combattere strenuamente per la fede, che è stata trasmessa ai santi una volta per sempre.

Efesini 1:17-18

(...) Affinché il Dio del nostro Signore Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione perché possiate conoscerlo pienamente; egli illumini gli occhi del {vostro} cuore, affinché sappiate a quale speranza vi ha chiamati, qual è la ricchezza della gloria della sua eredità che vi riserva tra i santi.

Efesini 3:10, 18

(...) Affinché i principati e le potenze nei luoghi celesti conoscano oggi, per mezzo della chiesa, la infinitamente varia sapienza di Dio. (...) Siate resi capaci di abbracciare con tutti i santi quale sia la larghezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità dell’amore di Cristo.

L’UNICITÀ E L’UNIVERSALITÀ DI CRISTO

Nonostante ci sia un’ampia gamma di approcci evangelistici, sosteniamo che ci sono un solo Salvatore e un solo Vangelo. Siamo convinti che tutti abbiano un qualche genere di conoscenza di Dio grazie alla rivelazione generale che egli offre di sé nella natura. Neghiamo però che questa conoscenza possa salvare, in quanto gli uomini sopprimono la verità con la loro ingiustizia. Ogni sorta di sincretismo e di dialogo implicanti l’idea che Cristo parla ugualmente tramite tutte le religioni e tutte le ideologie noi lo respingiamo, in quanto Cristo e il Vangelo considerano disdicevoli un tale sincretismo e un tale dialogo. L’unico mediatore tra Dio e gli uomini è Gesù Cristo poiché egli è il solo Dio-uomo che ha dato se stesso come riscatto per i peccatori. Non c’è infatti altro nome per mezzo del quale veniamo salvati. Tutti gli uomini e tutte le donne periscono a causa del peccato ma Dio li ama e non desidera che qualcuno debba perire ma che tutti si pentano. Nondimeno, dobbiamo ricordare che coloro che rifiutano Cristo si privano della gioia della salvezza e condannano se stessi alla separazione eterna da Dio. Proclamare Gesù come «il Salvatore del mondo» non significa allora sostenere che tutti sono automaticamente salvati, o che lo saranno comunque alla fine, e ancor meno significa sostenere che tutte le religioni offrono la salvezza in Cristo. Piuttosto, proclamare Gesù come «il Salvatore del mondo» significa annunciare l’amore di Dio per un mondo fatto di peccatori e invitare tutti a rivolgersi a lui con un atto di pentimento e di fede che coinvolge l’intera la persona, riconoscendolo come Salvatore e Signore. Gesù Cristo è stato esaltato al di sopra di ogni altro nome e aspettiamo il giorno in cui ogni ginocchio si piegherà davanti a lui e ogni lingua confesserà che egli è il Signore.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Il Patto di Losanna", (1974)

Galati 1:6-9

Mi meraviglio che così presto voi passiate da colui che vi ha chiamati mediante la grazia {di Cristo} a un altro vangelo; ché poi non c’è un altro vangelo, però ci sono alcuni che vi turbano e vogliono sovvertire il vangelo di Cristo.

Ma anche se noi o un angelo dal cielo {vi} annunciasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo annunciato, sia anatema. Come abbiamo già detto, lo ripeto di nuovo anche adesso: se qualcuno vi annuncia un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anatema.

Romani 1:18-32

L’ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ingiustizia degli uomini che soffocano la verità con l’ingiustizia; poiché quel che si può conoscere di Dio è manifesto in loro, avendolo Dio manifestato loro; infatti le sue qualità invisibili, la sua eterna potenza e divinità, si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo, essendo percepite per mezzo delle opere sue; perciò essi sono inescusabili, perché, pur avendo conosciuto Dio, non lo hanno glorificato come Dio, né lo hanno ringraziato; ma si sono dati a vani ragionamenti e il loro cuore privo d’intelligenza si è ottenebrato. Benché si dichiarino sapienti, sono diventati stolti, e hanno mutato la gloria del Dio incorruttibile in immagini simili a quelle dell’uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili.

Per questo Dio li ha abbandonati all’impurità, secondo i desideri dei loro cuori, in modo da disonorare fra di loro i loro corpi; essi, che hanno mutato la verità di Dio in menzogna e hanno adorato e servito la creatura invece del Creatore, che è benedetto in eterno. Amen.

Perciò Dio li ha abbandonati a passioni infami: infatti le loro donne hanno cambiato l’uso naturale in quello che è contro natura; similmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono infiammati nella loro libidine gli uni per gli altri commettendo uomini con uomini atti infami, ricevendo in loro stessi la meritata ricompensa del proprio traviamento.

Siccome non si sono curati di conoscere Dio, Dio li ha abbandonati in balìa della loro mente perversa sì che facessero ciò che è sconveniente; ricolmi di ogni ingiustizia, [fornicazione,] malvagità, cupidigia, malizia; pieni di invidia, di omicidio, di contesa, di frode, di malignità; calunniatori, maldicenti, abominevoli a Dio, insolenti, superbi, vanagloriosi, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori, insensati, sleali, senza affetti naturali, [implacabili,] spietati. Essi, pur conoscendo che secondo i decreti di Dio quelli che fanno tali cose sono degni di morte, non soltanto le fanno, ma anche approvano chi le commette.

1 Timoteo 2:5-6

Infatti c’è un solo Dio e anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo, che ha dato se stesso come prezzo di riscatto per tutti; questa è la testimonianza resa a suo tempo.

Atti 4:12

In nessun altro è la salvezza; perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati».

Giovanni 3:16-19

Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. Infatti Dio non ha mandato suo Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è giudicato; chi non crede è già giudicato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio. Il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, e gli uomini hanno amato le tenebre più della luce, perché le loro opere erano malvagie.

2 Pietro 3:9

Il Signore non ritarda l’adempimento della sua promessa, come pretendono alcuni; ma è paziente verso di voi, non volendo che qualcuno perisca, ma che tutti giungano al ravvedimento.

2 Tessalonicesi 1:7-9

A voi che siete afflitti, riposo con noi, quando il Signore Gesù apparirà dal cielo con gli angeli della sua potenza, in un fuoco fiammeggiante, per far vendetta di coloro che non conoscono Dio, e di coloro che non ubbidiscono al vangelo del nostro Signore Gesù [Cristo]. Essi saranno puniti di eterna rovina, respinti dalla presenza del Signore e dalla gloria della sua potenza.

Giovanni 4:42

Dicevano alla donna: «Non è più a motivo di quello che tu ci hai detto, che crediamo; perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente [il Cristo,] il Salvatore del mondo».

Matteo 11:28

Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo.

Efesini 1:20-21

Questa potente efficacia della sua forza egli l’ha mostrata in Cristo, quando lo risuscitò dai morti e lo fece sedere alla propria destra nei luoghi celesti, al di sopra di ogni principato, autorità, potenza, signoria e di ogni altro nome che si nomina non solo in questo mondo, ma anche in quello futuro.

Filippesi 2:9-11

Perciò Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni nome, affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra, e sotto terra, e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre.

LA NATURA DELL’EVANGELIZZAZIONE

Evangelizzare significa diffondere la Buona Notizia che Gesù Cristo è morto per i nostri peccati ed è stato risuscitato secondo le Scritture e che, in qualità di Signore regnante, offre ora il perdono dei peccati e il dono dello Spirito che dà la libertà a tutti coloro che si pentono e che credono. Per evangelizzare è indispensabile la nostra presenza cristiana nel mondo, così come lo è quel genere di dialogo il cui scopo è di ascoltare con attenzione per capire chi ci sta di fronte. Ma l’evangelizzazione in sé non è altro che la proclamazione del Cristo di cui si parla nella Bibbia, del Cristo storicamente vissuto come Salvatore e Signore, nell’intento di persuadere la gente a venire personalmente a lui per essere riconciliati con Dio. Nel diffondere l’invito del Vangelo non abbiamo la libertà di nascondere il costo insito nell’essere dei discepoli. Gesù continua a esigere da coloro che lo vogliono seguire la rinuncia a se stessi, che prendano la propria croce e che si identifichino con la sua nuova comunità. Dall’evangelizzazione deriva infatti l’ubbidienza a Cristo, l’incorporazione nella sua chiesa e il servizio responsabile nel mondo.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Il Patto di Losanna", (1974)

1 Corinzi 15:3-4

Poiché vi ho prima di tutto trasmesso, come l’ho ricevuto anch’io, che Cristo morì per i nostri peccati, secondo le Scritture; che fu seppellito; che è stato risuscitato il terzo giorno, secondo le Scritture.

Atti 2:32-47

Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato; di ciò noi tutti siamo testimoni. Egli dunque, essendo stato esaltato dalla destra di Dio e avendo ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, ha sparso quello che ora vedete e udite. Davide infatti non è salito in cielo; eppure egli stesso dice:

«Il Signore ha detto al mio Signore: “Siedi alla mia destra,
finché io abbia posto i tuoi nemici come sgabello dei tuoi piedi”».

Sappia dunque con certezza tutta la casa d’Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso».

Udite queste cose, essi furono compunti nel cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: «Fratelli, che dobbiamo fare?»

E Pietro [disse] a loro: «Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo. Perché per voi è la promessa, per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani, per quanti il Signore, nostro Dio, ne chiamerà». E con molte altre parole li scongiurava e li esortava, dicendo: «Salvatevi da questa perversa generazione».

Quelli che accettarono [con piacere] la sua parola furono battezzati; e in quel giorno furono aggiunte a loro circa tremila persone.

Ed erano perseveranti nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nella comunione fraterna, nel rompere il pane e nelle preghiere. Ognuno era preso da timore; e molti prodigi e segni erano fatti dagli apostoli. Tutti quelli che credevano stavano insieme e avevano ogni cosa in comune; vendevano le proprietà e i beni e li distribuivano a tutti, secondo il bisogno di ciascuno. E ogni giorno andavano assidui e concordi al tempio, rompevano il pane nelle case e prendevano il loro cibo insieme, con gioia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo. Il Signore aggiungeva al loro numero ogni giorno quelli che venivano salvati.

 

Giovanni 20:21

Allora {Gesù} disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre mi ha mandato, anch’io mando voi».

1 Corinzi 1:23

Ma noi predichiamo Cristo crocifisso, che per i Giudei è scandalo e per gli stranieri pazzia.

2 Corinzi 4:5

Noi infatti non predichiamo noi stessi, ma Cristo Gesù quale Signore, e quanto a noi ci dichiariamo vostri servi per amore di Gesù.

2 Corinzi 5:11, 20

Consapevoli dunque del timore che si deve avere del Signore, cerchiamo di convincere gli uomini; e Dio ci conosce a fondo, e spero che nelle vostre coscienze anche voi ci conosciate. (...) Noi dunque facciamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro; vi supplichiamo nel nome di Cristo: siate riconciliati con Dio.

Luca 14:25-33

Or molta gente andava con lui; ed egli, rivolto verso di loro, disse:

«Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e persino la sua propria vita, non può essere mio discepolo. E chi non porta la sua croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo.

Chi di voi, infatti, volendo costruire una torre, non si siede prima a calcolare la spesa per vedere se ha abbastanza per poterla finire? Perché non succeda che, quando ne abbia posto le fondamenta e non la possa finire, tutti quelli che la vedranno comincino a beffarsi di lui, dicendo: “Quest’uomo ha cominciato a costruire e non ha potuto terminare”.

Oppure, qual è il re che, partendo per muovere guerra a un altro re, non si sieda prima a esaminare se con diecimila uomini può affrontare colui che gli viene contro con ventimila? Se no, mentre quello è ancora lontano, gli manda un’ambasciata e chiede di trattare la pace.

Così dunque ognuno di voi, che non rinuncia a tutto quello che ha, non può essere mio discepolo.

Marco 8:34

Chiamata a sé la folla con i suoi discepoli, disse loro: «Se uno vuol venire dietro a me, rinunci a se stesso, prenda la sua croce e mi segua.

Marco 10:43-45

Ma non è così tra di voi; anzi, chiunque vorrà essere grande fra voi sarà vostro servitore; e chiunque tra di voi vorrà essere primo sarà servo di tutti. Poiché anche il Figlio dell’uomo non è venuto per essere servito, ma per servire e per dare la sua vita come prezzo di riscatto per molti».

LA RESPONSABILITÀ SOCIALE DEI CRISTIANI

Sosteniamo che Dio è sia il Creatore sia il Giudice di tutti. Dobbiamo dunque condividere la sua preoccupazione per la giustizia, per la riconciliazione sociale e per la liberazione degli uomini e delle donne da ogni forma di oppressione. Poiché gli uomini e le donne sono fatti a immagine di Dio si ha che ogni persona, indipendentemente dalla razza, dalla religione, dal colore della pelle, dalla cultura, dalla classe sociale, dal sesso o dall’età, possiede un’intrinseca dignità in ragione della quale deve essere rispettata e servita e non sfruttata. Nell’affermare queste verità vogliamo anche esprimere il nostro pentimento sia per le nostre mancanze sia perché a volte abbiamo considerato l’evangelizzazione e la responsabilità sociale come due cose che si escludono a vicenda. Sebbene la riconciliazione tra persone non si identifichi con la riconciliazione con Dio, né l’azione sociale equivalga all’evangelizzazione o la liberazione politica alla salvezza, sosteniamo tuttavia che l’evangelizzazione e la nostra responsabilità socio-politica siano entrambe parte del nostro impegno cristiano. Entrambe sono espressioni necessarie delle nostre dottrine di Dio e dell’umanità, del nostro amore per il prossimo e della nostra ubbidienza a Gesù Cristo. Il messaggio di salvezza implica anche un messaggio di giudizio su ogni forma di alienazione, di oppressione e di discriminazione e noi non dovremmo temere di denunciare il male e l’ingiustizia ovunque si manifestino. Quando qualcuno riceve Cristo egli nasce di nuovo nell’ambito del suo regno e in questa nuova condizione deve cercare non solo di manifestare, ma anche di diffondere, nel contesto di un mondo malvagio, la giustizia di questo regno. La salvezza che proclamiamo dovrebbe trasformare noi stessi in tutte le nostre responsabilità personali e sociali. La fede senza le opere è morta.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Il Patto di Losanna", (1974)

Atti 17:26, 31

Egli ha tratto da uno solo tutte le nazioni degli uomini perché abitino su tutta la faccia della terra, avendo determinato le epoche loro assegnate e i confini della loro abitazione. (...) Perché ha fissato un giorno nel quale giudicherà il mondo con giustizia per mezzo dell’uomo che egli ha stabilito, e ne ha dato sicura prova a tutti risuscitandolo dai morti.

Genesi 18:25

Non sia mai che tu faccia una cosa simile! Far morire il giusto con l’empio, in modo che il giusto sia trattato come l’empio! Non sia mai! Il giudice di tutta la terra non farà forse giustizia?

Isaia 1:17

Imparate a fare il bene; cercate la giustizia, rialzate l’oppresso, fate giustizia all’orfano, difendete la causa della vedova!

Salmo 45:7

Tu ami la giustizia e detesti l’empietà. Perciò Dio, il tuo Dio, ti ha unto d’olio di letizia; ti ha preferito ai tuoi compagni.

Genesi 1:26-27

Poi Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, conforme alla nostra somiglianza, e abbiano dominio sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutta la terra e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». Dio creò l’uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina.

Giacomo 3:9

Con essa benediciamo il Signore e Padre; e con essa malediciamo gli uomini che sono fatti a somiglianza di Dio.

Levitico 19:18

Non ti vendicherai e non serberai rancore contro i figli del tuo popolo, ma amerai il prossimo tuo come te stesso. Io sono il Signore.

Luca 6:27, 35

Ma a voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici; fate del bene a quelli che vi odiano. (...) Ma amate i vostri nemici, fate del bene, prestate senza sperarne nulla, e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell’Altissimo; poiché egli è buono verso gli ingrati e i malvagi.

Giacomo 2:14-26

A che serve, fratelli miei, se uno dice di avere fede ma non ha opere? Può la fede salvarlo? Se un fratello o una sorella non hanno vestiti e mancano del cibo quotidiano, e uno di voi dice loro: «Andate in pace, scaldatevi e saziatevi», ma non date loro le cose necessarie al corpo, a che cosa serve? Così è della fede; se non ha opere, è per se stessa morta. Anzi, uno piuttosto dirà: «Tu hai la fede, e io ho le opere; mostrami la tua fede senza le [tue] opere, e io con le mie opere ti mostrerò la [mia] fede». Tu credi che c’è un solo Dio, e fai bene; anche i demòni lo credono e tremano.

Insensato! Vuoi renderti conto che la fede senza le opere non ha valore? Abraamo, nostro padre, non fu forse giustificato per le opere quando offrì suo figlio Isacco sull’altare? Tu vedi che la fede agiva insieme alle sue opere e che per le opere la fede fu resa completa; così fu adempiuta la Scrittura che dice:

«Abraamo credette a Dio, e ciò gli fu messo in conto come giustizia»;

e fu chiamato amico di Dio. Voi vedete [dunque] che l’uomo è giustificato per opere, e non per fede soltanto. E così Raab, la prostituta, non fu anche lei giustificata per le opere quando accolse gli inviati e li fece ripartire per un’altra strada? Infatti, come il corpo senza lo spirito è morto, così anche la fede senza le opere è morta.

Giovanni 3:3-5

Gesù gli rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio». Nicodemo gli disse: «Come può un uomo nascere quando è già vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e nascere?» Gesù rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato d’acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio.

Matteo 5:20

Poiché io vi dico che, se la vostra giustizia non supera quella degli scribi e dei farisei, non entrerete affatto nel regno dei cieli.

Matteo 6:33

Cercate prima il regno {di Dio} e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in più.

2 Corinzi 3:18

E noi tutti, a viso scoperto, contemplando come in uno specchio la gloria del Signore, siamo trasformati nella sua stessa immagine, di gloria in gloria, secondo l’azione del Signore, che è lo Spirito.

LA CHIESA E L’EVANGELIZZAZIONE

Sosteniamo che Cristo ha inviato il suo popolo redento nel mondo come il Padre ha inviato lui, e che questa somiglianza esige da parte del popolo un’identica e profonda penetrazione nel mondo, quale che sia il prezzo da pagare. Dobbiamo venir fuori dalle nostre chiese che trasformiamo in ghetto e permeare la società non cristiana. Nella missione con la quale la chiesa, sacrificandosi, svolge il suo servizio, l’evangelizzazione deve restare al primo posto. L’evangelizzazione del mondo richiede, infatti, che tutta la chiesa porti tutto il Vangelo a tutto il mondo. La chiesa si trova nel cuore del disegno universale di Dio ed è il mezzo prescelto per diffondere il Vangelo. Ma una chiesa che predica la croce deve essere essa stessa segnata dalla croce. Diviene una pietra d’inciampo all’evangelizzazione quando tradisce il Vangelo o manca di una fede vivente in Dio o manca di un genuino amore per la gente o di una scrupolosa onestà in tutte le cose, compreso la sua promozione e il suo sostentamento finanziario. La chiesa è la comunità del popolo di Dio piuttosto che un’istituzione, e non deve essere identificata con una particolare cultura, con un particolare sistema sociale o politico o con un’ideologia umana.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Il Patto di Losanna", (1974)

Giovanni 17:18

Come tu hai mandato me nel mondo, anch’io ho mandato loro nel mondo.

Giovanni 20:21

Allora {Gesù} disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre mi ha mandato, anch’io mando voi».

Matteo 28:19-20

Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente». [Amen.]

Atti 1:8

Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all’estremità della terra».

Atti 20:27

Perché non mi sono tirato indietro dall’annunciarvi tutto il consiglio di Dio.

Efesini 1:9-10

(...) Facendoci conoscere il mistero della sua volontà, secondo il disegno benevolo che aveva prestabilito dentro di sé, per realizzarlo quando i tempi fossero compiuti. Esso consiste nel raccogliere sotto un solo capo, in Cristo, tutte le cose: tanto quelle che sono nel cielo, quanto quelle che sono sulla terra.

Efesini 3:9-11

(...) E di manifestare {a tutti} quale sia il piano seguito da Dio riguardo al mistero che è stato fin dalle più remote età nascosto in Dio, il Creatore di tutte le cose [per mezzo di Gesù Cristo]; affinché i principati e le potenze nei luoghi celesti conoscano oggi, per mezzo della chiesa, la infinitamente varia sapienza di Dio, secondo il disegno eterno che egli ha attuato mediante il nostro Signore, Cristo Gesù.

Galati 6:14, 17

Ma quanto a me, non sia mai che io mi vanti di altro che della croce del nostro Signore Gesù Cristo, mediante la quale il mondo, per me, è stato crocifisso e io sono stato crocifisso per il mondo. (...) Da ora in poi nessuno mi dia molestia, perché io porto nel mio corpo il marchio di Gesù.

2 Corinzi 6:3-4

Noi non diamo nessun motivo di scandalo affinché il nostro servizio non sia biasimato; ma in ogni cosa raccomandiamo noi stessi come servitori di Dio, con grande costanza nelle afflizioni, nelle necessità, nelle angustie.

2 Timoteo 2:19-21

Tuttavia il solido fondamento di Dio rimane fermo, portando questo sigillo: «Il Signore conosce quelli che sono suoi», e: «Si ritragga dall’iniquità chiunque pronuncia il nome del Signore». In una grande casa non ci sono soltanto vasi d’oro e d’argento, ma anche vasi di legno e di terra; e gli uni sono destinati a un uso nobile e gli altri a un uso ignobile. Se dunque uno si conserva puro da quelle cose, sarà un vaso nobile, santificato, utile al servizio del padrone, preparato per ogni opera buona.

Filippesi 1:27

Soltanto, comportatevi in modo degno del vangelo di Cristo, affinché, sia che io venga a vedervi sia che io resti lontano, senta dire di voi che state fermi in uno stesso spirito, combattendo insieme con un medesimo animo per la fede del vangelo.

LA COOPERAZIONE NELL’EVANGELIZZAZIONE

Sosteniamo che nel disegno di Dio è contemplata l’unità della chiesa, un’unità visibile e nella verità. Anche l’evangelizzazione ci stimola a essere più uniti, poiché il nostro essere uno rafforza la nostra testimonianza quanto le nostre divisioni indeboliscono la nostra predicazione del Vangelo della riconciliazione. Ci rendiamo conto, però, che la semplice unità organizzativa, pur potendo assumere molte forme, non necessariamente stimola l’evangelizzazione. Tuttavia noi che abbiamo in comune la stessa fede biblica dovremmo essere strettamente uniti nella comunione fraterna, nell’azione e nella testimonianza. Dobbiamo ammettere che la nostra testimonianza è stata a volte sfigurata dal nostro peccaminoso individualismo e dalla nostra inutile frammentazione. Ci impegniamo allora a cercare un’unità più profonda nella verità, nell’adorazione, nella santità e nella missione. Ci esortiamo vicendevolmente a sviluppare una cooperazione locale che sia funzionale ad assistere la missione della chiesa, a elaborare progetti validi, a incoraggiarci reciprocamente e a condividere risorse ed esperienze.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Il Patto di Losanna", (1974)

Giovanni 17:21-23

Che siano tutti uno; e come tu, o Padre, sei in me e io sono in te, anch’essi siano [uno] in noi, affinché il mondo creda che tu mi hai mandato. Io ho dato loro la gloria che tu hai data a me, affinché siano uno, come noi siamo uno; io in loro e tu in me, affinché siano perfetti nell’unità e affinché il mondo conosca che tu mi hai mandato, e che li hai amati come hai amato me.

Efesini 4:3-4

Sforzandovi di conservare l’unità dello Spirito con il vincolo della pace. Vi è un corpo solo e un solo Spirito, come pure siete stati chiamati a una sola speranza, quella della vostra vocazione.

Giovanni 13:35

Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri.

Filippesi 1:27

Soltanto, comportatevi in modo degno del vangelo di Cristo, affinché, sia che io venga a vedervi sia che io resti lontano, senta dire di voi che state fermi in uno stesso spirito, combattendo insieme con un medesimo animo per la fede del vangelo.

Giovanni 17:11-23

Io non sono più nel mondo, ma essi sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, conservali nel tuo nome, quelli che tu mi hai dati, affinché siano uno, come noi. Mentre io ero con loro [nel mondo], io li conservavo nel tuo nome; quelli che tu mi hai dati, li ho anche custoditi, e nessuno di loro è perito, tranne il figlio di perdizione, affinché la Scrittura fosse adempiuta. Ma ora io vengo a te; e dico queste cose nel mondo, affinché abbiano compiuta in se stessi la mia gioia. Io ho dato loro la tua parola; e il mondo li ha odiati, perché non sono del mondo, come io non sono del mondo. Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li preservi dal maligno. Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Santificali nella [tua] verità: la tua parola è verità. Come tu hai mandato me nel mondo, anch’io ho mandato loro nel mondo. Per loro io santifico me stesso, affinché anch’essi siano santificati nella verità.

Non prego soltanto per questi, ma anche per quelli che credono in me per mezzo della loro parola: che siano tutti uno; e come tu, o Padre, sei in me e io sono in te, anch’essi siano [uno] in noi, affinché il mondo creda che tu mi hai mandato. Io ho dato loro la gloria che tu hai data a me, affinché siano uno, come noi siamo uno; io in loro e tu in me, affinché siano perfetti nell’unità e affinché il mondo conosca che tu mi hai mandato, e che li hai amati come hai amato me.

LA COLLABORAZIONE DELLE CHIESE NELL’EVANGELIZZAZIONE

È sorta una nuova era favorevole alla missione e di questo ci rallegriamo. Sta rapidamente diminuendo il ruolo predominante avuto dalle missioni occidentali. Dio sta facendo sorgere dalle giovani chiese una grande e nuova spinta per l’evangelizzazione del mondo, dimostrando così che la responsabilità evangelistica appartiene all’intero corpo di Cristo. Per questa ragione tutte le chiese dovrebbero chiedere a Dio e a se stesse che cosa si dovrebbe fare sia per raggiungere la propria area geografica sia per inviare missionari in altre parti del mondo. Dovrebbe esserci una continua riconsiderazione della nostra responsabilità e del nostro ruolo missionari. In tal modo, sviluppandosi una crescente collaborazione tra le chiese, sarà sempre più evidente il carattere universale della chiesa di Cristo. Ringraziamo Dio per tutte le opere che sono attive nel campo della traduzione della Bibbia, nella formazione teologica, nei mezzi di comunicazione di massa, nella letteratura cristiana, nell’evangelizzazione, nelle missioni, nel rinnovamento delle chiese e in altri specifici campi. Anche queste opere dovrebbero essere continuamente impegnate in un esame critico per valutare la loro efficacia, essendo esse parte integrante della missione della chiesa.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Il Patto di Losanna", (1974)

Romani 1:8

Prima di tutto rendo grazie al mio Dio per mezzo di Gesù Cristo riguardo a tutti voi, perché la vostra fede è divulgata in tutto il mondo.

Filippesi 1:3-5

Io ringrazio il mio Dio di tutto il ricordo che ho di voi; e sempre, in ogni mia preghiera per tutti voi, prego con gioia a motivo della vostra partecipazione al vangelo, dal primo giorno fino ad ora.

Filippesi 4:15

Anche voi sapete, Filippesi, che quando cominciai a predicare il vangelo, dopo aver lasciato la Macedonia, nessuna chiesa mi fece parte di nulla per quanto concerne il dare e l’avere, se non voi soli.

Atti 13:1-3

Nella chiesa che era ad Antiochia c’erano profeti e dottori: Barnaba, Simeone detto Niger, Lucio di Cirene, Manaem, amico d’infanzia di Erode il tetrarca, e Saulo. Mentre celebravano il culto del Signore e digiunavano, lo Spirito Santo disse: «Mettetemi da parte Barnaba e Saulo per l’opera alla quale li ho chiamati». Allora, dopo aver digiunato, pregato e imposto loro le mani, li lasciarono partire.

1 Tessalonicesi 1:6-8

Voi siete divenuti imitatori nostri e del Signore, avendo ricevuto la parola in mezzo a molte sofferenze, con la gioia che dà lo Spirito Santo, tanto da diventare un esempio per tutti i credenti della Macedonia e dell’Acaia. Infatti da voi la parola del Signore ha echeggiato non soltanto nella Macedonia e nell’Acaia, ma anzi la fama della fede che avete in Dio si è sparsa in ogni luogo, di modo che non abbiamo bisogno di parlarne.

L’URGENZA DEL COMPITO EVANGELISTICO

Più di 2700 milioni di persone, vale a dire più dei due terzi della popolazione mondiale, non sono state ancora evangelizzate. Proviamo vergogna al pensiero che così tanta gente sia stata dimenticata e questo è un rimprovero continuo rivolto a noi e a tutta la chiesa. Tuttavia oggi, in molte parti del mondo, si assiste a una ricettività senza precedenti nei confronti del Signore Gesù Cristo. Siamo convinti che questo sia il tempo, per le chiese e per le organizzazioni para-ecclesiali, di pregare intensamente per la salvezza di coloro che non sono stati raggiunti dal Vangelo e di fare nuovi sforzi per portare a compimento il compito dell’evangelizzazione del mondo. A volte può essere necessario che in nazioni evangelizzate si registri una riduzione di missionari stranieri e di risorse economiche per facilitare la crescita della chiesa di queste nazioni, affinché abbia maggiore fiducia nelle proprie possibilità e investa delle risorse in aree non evangelizzate. I missionari dovrebbero spostarsi sempre più liberamente in tutti i continenti con uno spirito di umile servizio. Lo scopo dovrebbe essere, in ragione dei mezzi disponibili e nel più breve tempo possibile, che ogni persona abbia la possibilità di ascoltare, capire e ricevere la Buona Notizia. Non possiamo raggiungere questo obiettivo senza sacrifici. A questo proposito ci colpisce la povertà di milioni di persone e siamo turbati dalle ingiustizie che sono alla radice di questa povertà. Quelli di noi che vivono in condizioni di benessere accettino allora il dovere che ci è proprio di sviluppare stili di vita semplici nell’intento di contribuire più generosamente sia all’aiuto materiale sia all’evangelizzazione.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Il Patto di Losanna", (1974)

Giovanni 9:4

Bisogna che io compia le opere di colui che mi ha mandato mentre è giorno; la notte viene in cui nessuno può operare.

Matteo 9:35-38

Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, predicando il vangelo del regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità [tra il popolo].

Vedendo le folle, ne ebbe compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La mèsse è grande, ma pochi sono gli operai. Pregate dunque il Signore della mèsse che mandi degli operai nella sua mèsse».

Romani 9:1-3

Dico la verità in Cristo, non mento – poiché la mia coscienza me lo conferma per mezzo dello Spirito Santo –, ho una grande tristezza e una sofferenza continua nel mio cuore; perché io stesso vorrei essere anatema, separato da Cristo, per amore dei miei fratelli, miei parenti secondo la carne.

1 Corinzi 9:19-23

Poiché, pur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti, per guadagnarne il maggior numero; con i Giudei mi sono fatto giudeo, per guadagnare i Giudei; con quelli che sono sotto la legge mi sono fatto come uno che è sotto la legge (benché io stesso non sia sottoposto alla legge), per guadagnare quelli che sono sotto la legge; con quelli che sono senza legge mi sono fatto come se fossi senza legge (pur non essendo senza la legge di Dio, ma essendo sotto la legge di Cristo), per guadagnare quelli che sono senza legge. Con i deboli mi sono fatto debole, per guadagnare i deboli; mi sono fatto ogni cosa a tutti, per salvarne ad ogni modo alcuni. E faccio tutto per il vangelo, al fine di esserne partecipe insieme ad altri.

Marco 16:15

E disse loro: «Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo a ogni creatura.

Isaia 58:6-7

Il digiuno che io gradisco non è forse questo: che si spezzino le catene della malvagità, che si sciolgano i legami del giogo, che si lascino liberi gli oppressi e che si spezzi ogni tipo di giogo?

Non è forse questo: che tu divida il tuo pane con chi ha fame, che tu conduca a casa tua gli infelici privi di riparo, che quando vedi uno nudo tu lo copra e che tu non ti nasconda a colui che è carne della tua carne?

Giacomo 1:27

La religione pura e senza macchia davanti a Dio e Padre è questa: soccorrere gli orfani e le vedove nelle loro afflizioni, e conservarsi puri dal mondo.

Giacomo 2:1-9

Fratelli miei, la vostra fede nel nostro Signore Gesù Cristo, il Signore della gloria, sia immune da favoritismi.

Infatti, se nella vostra adunanza entra un uomo con un anello d’oro, vestito splendidamente, e vi entra pure un povero vestito malamente, e voi avete riguardo a quello che veste elegantemente e [gli] dite: «Tu, siedi qui al posto d’onore»; e al povero dite: «Tu, stattene là in piedi», o «siedi [qui] in terra accanto al mio sgabello», non state forse usando un trattamento diverso e giudicando in base a ragionamenti malvagi?

Ascoltate, fratelli miei carissimi: Dio non ha forse scelto quelli che sono poveri secondo il mondo perché siano ricchi in fede ed eredi del regno che ha promesso a quelli che lo amano? Voi invece avete disprezzato il povero! Non sono forse i ricchi quelli che vi opprimono e vi trascinano davanti ai tribunali? Non sono essi quelli che bestemmiano il buon nome che è stato invocato su di voi?

Certo, se adempite la legge regale, come dice la Scrittura: «Ama il tuo prossimo come te stesso», fate bene; ma se avete riguardi personali, voi commettete un peccato e siete condannati dalla legge quali trasgressori.

Matteo 25:31-46

«Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti gli angeli, prenderà posto sul suo trono glorioso. E tutte le genti saranno riunite davanti a lui ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri; e metterà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. Allora il re dirà a quelli della sua destra: “Venite, voi, i benedetti del Padre mio; ereditate il regno che v’è stato preparato fin dalla fondazione del mondo. Perché ebbi fame e mi deste da mangiare; ebbi sete e mi deste da bere; fui straniero e mi accoglieste; fui nudo e mi vestiste; fui ammalato e mi visitaste; fui in prigione e veniste a trovarmi”. Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare? O assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto? O nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto ammalato o in prigione e siamo venuti a trovarti?” E il re risponderà loro: “In verità vi dico che in quanto lo avete fatto a uno di questi miei minimi fratelli, l’avete fatto a me”. Allora dirà anche a quelli della sua sinistra: “Andate via da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli! Perché ebbi fame e non mi deste da mangiare; ebbi sete e non mi deste da bere; fui straniero e non m’accoglieste; nudo e non mi vestiste; malato e in prigione, e non mi visitaste”. Allora anche questi risponderanno, dicendo: “Signore, quando ti abbiamo visto aver fame, o sete, o essere straniero, o nudo, o ammalato, o in prigione, e non ti abbiamo assistito?” Allora risponderà loro: “In verità vi dico che in quanto non l’avete fatto a uno di questi minimi, non l’avete fatto neppure a me”. Questi se ne andranno a punizione eterna; ma i giusti a vita eterna».

Atti 2:44-45

Tutti quelli che credevano stavano insieme e avevano ogni cosa in comune; vendevano le proprietà e i beni e li distribuivano a tutti, secondo il bisogno di ciascuno.

Atti 4:34-35

Infatti non c’era nessun bisognoso tra di loro; perché tutti quelli che possedevano poderi o case li vendevano, portavano l’importo delle cose vendute e lo deponevano ai piedi degli apostoli; poi veniva distribuito a ciascuno, secondo il bisogno.

EVANGELIZZAZIONE E CULTURA

Lo sviluppo di progetti finalizzati all’evangelizzazione del mondo esige metodi creativi e innovativi. Se Dio guida questi metodi si avrà come risultato la nascita di chiese profondamente radicate in Cristo e nello stesso tempo legate alla loro cultura. La cultura deve essere sempre valutata e giudicata per mezzo della Scrittura. In ragione del fatto che gli uomini e le donne sono creature di Dio, alcuni aspetti delle loro culture si presentano ricchi di bellezza e di bontà. Ma poiché gli uomini e le donne sono caduti nel peccato si ha anche che ciò che producono in termini culturali porta le tracce di questo peccato e in alcuni casi presenta degli aspetti demoniaci. Il Vangelo non presuppone la superiorità di una cultura su altre, ma le valuta tutte secondo i suoi propri criteri di verità e di giustizia, e insiste sugli assoluti morali validi per ogni cultura. Le missioni spesso hanno esportato insieme al Vangelo una cultura aliena, e le chiese sono state a volte più legate alla cultura che alla Scrittura. Gli evangelisti di Cristo devono allora cercare umilmente di svuotare se stessi di tutto tranne che della loro personale autenticità, nell’intento di divenire servi degli altri, mentre le chiese devono dal canto loro cercare di trasformare e arricchire la cultura, il tutto per la gloria di Dio.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Il Patto di Losanna", (1974)

Marco 7:8-13

Avendo [infatti] tralasciato il comandamento di Dio, vi attenete alla tradizione degli uomini [: abluzioni di calici e boccali; e di cose simili ne fate molte]». Diceva loro ancora: «Come sapete bene annullare il comandamento di Dio per osservare la vostra tradizione! Mosè infatti ha detto: “Onora tuo padre e tua madre”; e: “Chi maledice padre o madre sia condannato a morte”. Voi, invece, se uno dice a suo padre o a sua madre: “Quello con cui potrei assisterti è Corbàn” (vale a dire, un’offerta a Dio), non gli lasciate più far niente per suo padre o sua madre, annullando così la parola di Dio con la tradizione che voi vi siete tramandata. Di cose simili ne fate molte».

Genesi 4:21-22

Il nome di suo fratello era Iubal, che fu il padre di tutti quelli che suonano la cetra e il flauto. Zilla a sua volta partorì Tubal-Cain, l’artefice d’ogni sorta di strumenti di bronzo e di ferro; e la sorella di Tubal-Cain fu Naama.

1 Corinzi 9:19-23

Poiché, pur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti, per guadagnarne il maggior numero; con i Giudei mi sono fatto giudeo, per guadagnare i Giudei; con quelli che sono sotto la legge mi sono fatto come uno che è sotto la legge (benché io stesso non sia sottoposto alla legge), per guadagnare quelli che sono sotto la legge; con quelli che sono senza legge mi sono fatto come se fossi senza legge (pur non essendo senza la legge di Dio, ma essendo sotto la legge di Cristo), per guadagnare quelli che sono senza legge. Con i deboli mi sono fatto debole, per guadagnare i deboli; mi sono fatto ogni cosa a tutti, per salvarne ad ogni modo alcuni. E faccio tutto per il vangelo, al fine di esserne partecipe insieme ad altri.

Filippesi 2:5-7

Abbiate in voi lo stesso sentimento che è stato anche in Cristo Gesù, il quale, pur essendo in forma di Dio, non considerò l’essere uguale a Dio qualcosa a cui aggrapparsi gelosamente, ma svuotò se stesso, prendendo forma di servo, divenendo simile agli uomini.

2 Corinzi 4:5

Noi infatti non predichiamo noi stessi, ma Cristo Gesù quale Signore, e quanto a noi ci dichiariamo vostri servi per amore di Gesù.

FORMAZIONE E CONDUZIONE

Dobbiamo ammettere che a volte abbiamo perseguito la crescita numerica della chiesa a scapito della sua qualità spirituale, e abbiamo separato l’evangelizzazione dall’edificazione. Riconosciamo anche che alcune delle nostre missioni sono state lente nell’equipaggiare e incoraggiare le guide nazionali per spingerle ad assumersi le opportune responsabilità. Vogliamo allora fare nostri i principi di una conduzione fatta dai credenti del posto, e auspichiamo che ogni chiesa abbia dei conduttori della propria nazione che manifestano uno stile di conduzione cristiano in termini di servizio e non di dominio. Siamo coscienti del grande bisogno di formazione dottrinale, specialmente per i conduttori di chiesa. In ogni nazione e in ogni cultura dovrebbero esserci efficaci programmi di formazione per conduttori e credenti comuni nei campi dottrinale, del discepolato, nell’evangelizzazione, nell’edificazione e nel servizio. Questi programmi di formazione non dovrebbero appoggiarsi a metodologie stereotipate ma dovrebbero essere sviluppati in maniera creativa e locale, secondo standard biblici.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Il Patto di Losanna", (1974)

Colossesi 1:27-28

Dio ha voluto far loro conoscere quale sia la ricchezza della gloria di questo mistero fra gli stranieri, cioè Cristo in voi, la speranza della gloria, che noi proclamiamo, esortando ciascun uomo e ciascun uomo istruendo in ogni sapienza, affinché presentiamo ogni uomo perfetto in Cristo [Gesù].

Atti 14:23

Dopo aver designato per loro degli anziani in ciascuna chiesa, e aver pregato e digiunato, li raccomandarono al Signore, nel quale avevano creduto.

Tito 1:5-9

Per questa ragione ti ho lasciato a Creta: perché tu metta ordine nelle cose che rimangono da fare, e costituisca degli anziani in ogni città, secondo le mie istruzioni, quando si trovi chi sia irreprensibile, marito di una sola moglie, che abbia figli fedeli, che non siano accusati di dissolutezza né insubordinati. Infatti bisogna che il vescovo sia irreprensibile, come amministratore di Dio; non arrogante, non iracondo, non dedito al vino, non violento, non avido di illeciti guadagni, ma ospitale, amante del bene, assennato, giusto, santo, temperante, attaccato alla parola sicura, così come è stata insegnata, per essere in grado di esortare secondo la sana dottrina e di convincere quelli che contraddicono.

Marco 10:42-45

Ma Gesù, chiamatili a sé, disse loro: «Voi sapete che quelli che sono reputati prìncipi delle nazioni le signoreggiano e che i loro grandi esercitano autorità su di esse. Ma non è così tra di voi; anzi, chiunque vorrà essere grande fra voi sarà vostro servitore; e chiunque tra di voi vorrà essere primo sarà servo di tutti. Poiché anche il Figlio dell’uomo non è venuto per essere servito, ma per servire e per dare la sua vita come prezzo di riscatto per molti».

Efesini 4:11-12

È lui che ha dato alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e dottori, per il perfezionamento dei santi in vista dell’opera del ministero e dell’edificazione del corpo di Cristo.

COMBATTIMENTO SPIRITUALE

Crediamo di essere impegnati in un continuo combattimento spirituale contro i principati e le forze del male che stanno cercando di contrastare la chiesa, frustrando il compito dell’evangelizzazione mondiale. Siamo consapevoli del bisogno di equipaggiarci con l’armatura di Dio e di combattere questa battaglia con le armi spirituali della verità e della preghiera. Intravediamo infatti le mosse del nostro nemico non solo nelle false ideologie che si trovano al di fuori della chiesa ma, al suo interno, anche nei falsi vangeli che distorcono le Scritture e pongono le persone al posto di Dio. Abbiamo bisogno sia di vigilanza sia di discernimento per salvaguardare il Vangelo biblico. Ci rendiamo conto che anche noi non siamo immuni dalla mondanità nel pensiero e nell’azione, vale a dire dal pericolo di cedere al secolarismo. Per esempio, tendiamo a dimenticare tutti quei validi studi sul fenomeno della crescita della chiesa, sia in termini numerici sia spirituali. Al contrario, desiderosi di assicurarci una risposta al Vangelo da parte di più gente possibile, abbiamo compromesso il nostro messaggio, manipolando i nostri ascoltatori mediante tecniche di pressione e siamo impropriamente preoccupati delle statistiche, giungendo a volte a essere addirittura disonesti nell’uso di queste. Tutto ciò è mondano. La chiesa deve essere nel mondo ma il mondo non deve essere nella chiesa.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Il Patto di Losanna", (1974)

Efesini 6:11-18

Rivestitevi della completa armatura di Dio, affinché possiate star saldi contro le insidie del diavolo; il nostro combattimento infatti non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti. Perciò prendete la completa armatura di Dio, affinché possiate resistere nel giorno malvagio e restare in piedi dopo aver compiuto tutto il vostro dovere. State dunque saldi: prendete la verità per cintura dei vostri fianchi; rivestitevi della corazza della giustizia; mettete come calzature ai vostri piedi lo zelo dato dal vangelo della pace; prendete oltre a tutto ciò lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infocati del maligno. Prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio; pregate in ogni tempo, per mezzo dello Spirito, con ogni preghiera e supplica; vegliate a questo scopo con ogni perseveranza. Pregate per tutti i santi.

2 Corinzi 4:3-4

Se il nostro vangelo è ancora velato, è velato per quelli che sono sulla via della perdizione, per gli increduli, ai quali il dio di questo mondo ha accecato le menti affinché non risplenda loro la luce del vangelo della gloria di Cristo, che è l’immagine di Dio.

2 Corinzi 10:3-5

In realtà, sebbene viviamo nella carne, non combattiamo secondo la carne; infatti le armi della nostra guerra non sono carnali, ma hanno da Dio il potere di distruggere le fortezze, poiché demoliamo i ragionamenti e tutto ciò che si eleva orgogliosamente contro la conoscenza di Dio, facendo prigioniero ogni pensiero fino a renderlo ubbidiente a Cristo.

1 Giovanni 2:18-26

Ragazzi, è l’ultima ora. Come avete udito, l’anticristo deve venire, e di fatto già ora sono sorti molti anticristi. Da ciò conosciamo che è l’ultima ora. Sono usciti di mezzo a noi, ma non erano dei nostri; perché se fossero stati dei nostri, sarebbero rimasti con noi; ma ciò è avvenuto perché fosse manifesto che non tutti sono dei nostri.

Quanto a voi, avete ricevuto l’unzione dal Santo e tutti avete conoscenza. Vi ho scritto, non perché non conoscete la verità, ma perché la conoscete e perché tutto ciò che è menzogna non ha niente a che fare con la verità. Chi è il bugiardo se non colui che nega che Gesù è il Cristo? Egli è l’anticristo, che nega il Padre e il Figlio. Chiunque nega il Figlio, non ha neppure il Padre; chi riconosce pubblicamente il Figlio, ha anche il Padre.

Quanto a voi [dunque], ciò che avete udito fin dal principio rimanga in voi. Se quel che avete udito fin dal principio rimane in voi, anche voi rimarrete nel Figlio e nel Padre. E questa è la promessa che egli ci ha fatta: la vita eterna.

Vi ho scritto queste cose riguardo a quelli che cercano di sedurvi.

Galati 4:1-3

Io dico: finché l’erede è minorenne, non differisce in nulla dal servo, benché sia padrone di tutto; ma è sotto tutori e amministratori fino al tempo prestabilito dal padre. Così anche noi, quando eravamo bambini, eravamo tenuti in schiavitù dagli elementi del mondo.

Galati 1:6-9

Mi meraviglio che così presto voi passiate da colui che vi ha chiamati mediante la grazia {di Cristo} a un altro vangelo; ché poi non c’è un altro vangelo, però ci sono alcuni che vi turbano e vogliono sovvertire il vangelo di Cristo.

Ma anche se noi o un angelo dal cielo {vi} annunciasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo annunciato, sia anatema. Come abbiamo già detto, lo ripeto di nuovo anche adesso: se qualcuno vi annuncia un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anatema.

2 Corinzi 2:17

Noi non siamo infatti come quei molti che falsificano la parola di Dio; ma parliamo mossi da sincerità, da parte di Dio, in presenza di Dio, in Cristo.

2 Corinzi 4:2

Abbiamo rifiutato gli intrighi vergognosi e non ci comportiamo con astuzia né falsifichiamo la parola di Dio, ma rendendo pubblica la verità, raccomandiamo noi stessi alla coscienza di ogni uomo davanti a Dio.

Giovanni 17:15

Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li preservi dal maligno.

LIBERTÀ E PERSECUZIONE

Dio ha disposto che ogni governo abbia il dovere di assicurare le condizioni di pace, di giustizia e di libertà nelle quali la chiesa può ubbidire a Dio, servire il Signore Gesù Cristo e predicare il Vangelo, senza interferenze. Per questo motivo preghiamo per i governanti delle nazioni e ci appelliamo a loro per garantire la libertà di pensiero e di coscienza e la libertà di praticare e propagandare la religione secondo la volontà di Dio, come anche espresso nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo. Siamo anche profondamente preoccupati per tutti coloro che sono stati ingiustamente imprigionati, specialmente per coloro che stanno soffrendo a causa della  testimonianza che hanno reso al Signore Gesù. Promettiamo di pregare e di operare per la loro liberazione. Non ci faremo però intimidire da ciò che è capitato loro. Dio ci aiuti perché anche noi vogliamo combattere contro l’ingiustizia e restare fedeli al Vangelo quale che sia il costo che dobbiamo pagare. Non dimentichiamo gli avvertimenti di Gesù secondo i quali la persecuzione è inevitabile.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Il Patto di Losanna", (1974)

1 Timoteo 2:1-4

Esorto dunque, prima di ogni altra cosa, che si facciano suppliche, preghiere, intercessioni, ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che sono costituiti in autorità, affinché possiamo condurre una vita tranquilla e quieta in tutta pietà e dignità. Questo è buono e gradito davanti a Dio, nostro Salvatore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e vengano alla conoscenza della verità.

Atti 4:19

Ma Pietro e Giovanni risposero loro: «Giudicate voi se è giusto, davanti a Dio, ubbidire a voi anziché a Dio.

Atti 5:29

Ma Pietro e gli altri apostoli risposero: «Bisogna ubbidire a Dio anziché agli uomini.

Colossesi 3:23-24

Qualunque cosa facciate, fatela di buon animo, come per il Signore e non per gli uomini, sapendo che dal Signore riceverete per ricompensa l’eredità. Servite Cristo, il Signore!

Ebrei 13:1-3

L’amore fraterno rimanga tra di voi. Non dimenticate l’ospitalità; perché alcuni, praticandola, senza saperlo hanno ospitato angeli.

Ricordatevi dei carcerati, come se foste in carcere con loro; e di quelli che sono maltrattati, come se anche voi lo foste!

Luca 4:17-19

[A Gesù] fu dato il libro del profeta Isaia e, aperto il libro, trovò quel passo dov’era scritto:

«Lo Spirito del Signore è sopra di me, perciò mi ha unto per evangelizzare i poveri; mi ha inviato [per guarire quelli che hanno il cuore spezzato,] per annunciare la liberazione ai prigionieri e il recupero della vista ai ciechi; per rimettere in libertà gli oppressi,
per proclamare l’anno accettevole del Signore».

Galati 5:11

Quanto a me, fratelli, se io predico ancora la circoncisione, perché sono ancora perseguitato? Lo scandalo della croce sarebbe allora tolto via.

Galati 6:12

Tutti coloro che vogliono far bella figura nella carne vi costringono a farvi circoncidere, e ciò al solo fine di non essere perseguitati a causa della croce di Cristo.

Matteo 5:10-12

Beati i perseguitati per motivo di giustizia, perché di loro è il regno dei cieli.

Beati voi, quando vi insulteranno e vi perseguiteranno e {, mentendo,} diranno contro di voi ogni sorta di male per causa mia. Rallegratevi e giubilate, perché il vostro premio è grande nei cieli; poiché così hanno perseguitato i profeti che sono stati prima di voi.

Giovanni 15:18-21

Se il mondo vi odia, sapete bene che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe quello che è suo; siccome non siete del mondo, ma io ho scelto voi in mezzo al mondo, per questo il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che vi ho detta: “Il servo non è più grande del suo signore”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma tutto questo ve lo faranno a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato.

LA POTENZA DELLO SPIRITO SANTO

Crediamo nella potenza dello Spirito Santo. Il Padre ha mandato il suo Spirito per rendere testimonianza al Figlio; senza questa testimonianza la nostra stessa testimonianza è inutile. La convinzione di peccato, la fede in Cristo, la nuova nascita e la crescita cristiana sono tutte opera sua, dello Spirito. E inoltre lo Spirito Santo è uno spirito missionario; ciò significa che l’evangelizzazione nasce spontaneamente in una chiesa ripiena di Spirito. Una chiesa che non è missionaria contraddice se stessa e spegne lo Spirito. L’evangelizzazione di tutto il mondo diventa una possibilità concreta solo quando lo Spirito rinnova la chiesa con verità e sapienza, fede, santità, amore e potenza. Invitiamo allora tutti i cristiani a pregare per questa visita dello Spirito sovrano di Dio, affinché i suoi frutti possano apparire in tutto il suo popolo e affinché tutti i suoi doni possano arricchire il corpo di Cristo. Solo allora vedremo l’intera chiesa diventare uno strumento efficace nelle sue mani, al punto tale che l’intera terra potrà ascoltare la sua voce.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Il Patto di Losanna", (1974)

1 Corinzi 2:4

La mia parola e la mia predicazione non consistettero in discorsi persuasivi di sapienza [umana], ma in dimostrazione di Spirito e di potenza.

Giovanni 15:26-27

Quando sarà venuto il Consolatore che io vi manderò da parte del Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli testimonierà di me; e anche voi renderete testimonianza, perché siete stati con me fin dal principio.

Giovanni 16:8-11

Quando sarà venuto, convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio. Quanto al peccato, perché non credono in me; quanto alla giustizia, perché vado al Padre [mio] e non mi vedrete più; quanto al giudizio, perché il principe di questo mondo è stato giudicato.

1 Corinzi 12:3

Perciò vi faccio sapere che nessuno, parlando per lo Spirito di Dio, dice: «Gesù è anatema!» e nessuno può dire: «Gesù è il Signore!» se non per lo Spirito Santo.

Giovanni 3:6-8

Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. Non ti meravigliare se ti ho detto: “Bisogna che nasciate di nuovo”. Il vento soffia dove vuole, e tu ne odi il rumore, ma non sai né da dove viene né dove va; così è di chiunque è nato dallo Spirito».

2 Corinzi 3:18

E noi tutti, a viso scoperto, contemplando come in uno specchio la gloria del Signore, siamo trasformati nella sua stessa immagine, di gloria in gloria, secondo l’azione del Signore, che è lo Spirito.

Giovanni 7:37-39

Nell’ultimo giorno, il giorno più solenne della festa, Gesù stando in piedi esclamò: «Se qualcuno ha sete, venga a me e beva. Chi crede in me, come ha detto la Scrittura, fiumi d’acqua viva sgorgheranno dal suo seno». Disse questo dello Spirito, che dovevano ricevere quelli che avevano creduto in lui; lo Spirito [Santo], infatti, non era ancora stato dato, perché Gesù non era ancora glorificato.

1 Tessalonicesi 5:19

Non spegnete lo Spirito.

Atti 1:8

Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all’estremità della terra».

Salmo 85:4-7

Ristoraci, o Dio della nostra salvezza,
fa’ cessare la tua indignazione contro di noi.
Sarai adirato con noi per sempre?
Prolungherai la tua ira d’età in età?
Non tornerai forse a darci la vita,
perché il tuo popolo possa gioire in te?
Mostraci la tua bontà, Signore,
e concedici la tua salvezza.

Salmo 67:1-3

Dio abbia pietà di noi e ci benedica,
faccia egli risplendere il suo volto su di noi, [Pausa]
affinché la tua via sia conosciuta sulla terra
e la tua salvezza fra tutte le genti.
Ti lodino i popoli, o Dio,
tutti quanti i popoli ti lodino!

Galati 5:22-23

Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo; contro queste cose non c’è legge.

1 Corinzi 12:4-31

Ora vi è diversità di doni, ma vi è un medesimo Spirito. Vi è diversità di ministeri, ma non vi è che un medesimo Signore. Vi è varietà di operazioni, ma non vi è che un medesimo Dio, il quale opera tutte le cose in tutti.

Ora a ciascuno è data la manifestazione dello Spirito per il bene comune. Infatti a uno è data, mediante lo Spirito, parola di sapienza; a un altro, parola di conoscenza, secondo il medesimo Spirito; a un altro, fede, mediante il medesimo Spirito; a un altro, doni di guarigione, per mezzo del medesimo Spirito; a un altro, potenza di operare miracoli; a un altro, profezia; a un altro, il discernimento degli spiriti; a un altro, diversità di lingue e a un altro, l’interpretazione delle lingue; ma tutte queste cose le opera quell’unico e medesimo Spirito, distribuendo i doni a ciascuno in particolare come vuole.

Poiché, come il corpo è uno e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, benché siano molte, formano un solo corpo, così è anche di Cristo. Infatti noi tutti siamo stati battezzati in un unico Spirito per formare un unico corpo, Giudei e Greci, schiavi e liberi; e tutti siamo stati abbeverati di un solo Spirito.

Infatti il corpo non si compone di un membro solo, ma di molte membra. Se il piede dicesse: «Siccome io non sono mano, non sono del corpo», non per questo non sarebbe del corpo. Se l’orecchio dicesse: «Siccome io non sono occhio, non sono del corpo», non per questo non sarebbe del corpo. Se tutto il corpo fosse occhio, dove sarebbe l’udito? Se tutto fosse udito, dove sarebbe l’odorato? Ma ora Dio ha collocato ciascun membro nel corpo, come ha voluto. Se tutte le membra fossero un unico membro, dove sarebbe il corpo? Ci sono dunque molte membra, ma c’è un unico corpo; l’occhio non può dire alla mano: «Non ho bisogno di te»; né il capo può dire ai piedi: «Non ho bisogno di voi». Al contrario, le membra del corpo che sembrano essere più deboli sono invece necessarie; e quelle parti del corpo che stimiamo essere le meno onorevoli, le circondiamo di maggior onore; le nostre parti indecorose sono trattate con maggior decoro, mentre le parti nostre decorose non ne hanno bisogno; ma Dio ha formato il corpo in modo da dare maggior onore alla parte che ne mancava, perché non ci fosse divisione nel corpo, ma le membra avessero la medesima cura le une per le altre. Se un membro soffre, tutte le membra soffrono con lui; se un membro è onorato, tutte le membra ne gioiscono con lui.

Ora voi siete il corpo di Cristo e membra di esso, ciascuno per parte sua. E Dio ha posto nella chiesa in primo luogo degli apostoli, in secondo luogo dei profeti, in terzo luogo dei dottori, poi miracoli, poi doni di guarigioni, assistenze, doni di governo, diversità di lingue. Sono forse tutti apostoli? Sono forse tutti profeti? Sono forse tutti dottori? Fanno tutti dei miracoli? Tutti hanno forse i doni di guarigioni? Parlano tutti in altre lingue? Interpretano tutti?

Voi, però, desiderate ardentemente i doni maggiori!

Ora vi mostrerò una via, che è la via per eccellenza.

Romani 12:3-8

Per la grazia che mi è stata concessa, dico quindi a ciascuno di voi che non abbia di sé un concetto più alto di quello che deve avere, ma abbia di sé un concetto sobrio, secondo la misura di fede che Dio ha assegnata a ciascuno. Poiché, come in un solo corpo abbiamo molte membra e tutte le membra non hanno una medesima funzione, così noi, che siamo molti, siamo un solo corpo in Cristo, e, individualmente, siamo membra l’uno dell’altro. Avendo pertanto doni differenti secondo la grazia che ci è stata concessa, se abbiamo dono di profezia, profetizziamo conformemente alla fede; se di ministero, attendiamo al ministero; se d’insegnamento, all’insegnare; se di esortazione, all’esortare; chi dà, dia con semplicità; chi presiede, lo faccia con diligenza; chi fa opere di misericordia, le faccia con gioia.

IL RITORNO DI CRISTO

Crediamo che Gesù Cristo tornerà personalmente e visibilmente, in potenza e in gloria, per portare a compimento la sua salvezza e il suo giudizio. Questa promessa della sua venuta è un ulteriore pungolo per la nostra evangelizzazione, in quanto abbiamo ben in mente le sue parole secondo le quali il Vangelo deve essere per prima cosa predicato a tutte le nazioni. Noi crediamo che il periodo tra l’ascensione di Cristo e il suo ritorno deve essere occupato dalla missione del popolo di Dio, che non ha la facoltà e la libertà di arrestarsi prima della fine. Ricordiamo anche i suoi avvertimenti sul fatto che i falsi cristi e i falsi profeti sorgeranno come precursori dell’anticristo finale. Rifiutiamo allora come una manifestazione di orgoglio, di un sogno fondato in ultima istanza sulla fiducia in se stessi la nozione secondo la quale l’uomo possa costruire sulla terra un regno utopico. La nostra fiducia è che Dio renderà perfetto il suo regno, e noi attendiamo con impaziente attesa quel giorno e i nuovi cieli e la nuova terra in cui regneranno per sempre la giustizia e la sua volontà. Nel frattempo, ci riconsacriamo al servizio di Cristo e del prossimo nella gioiosa sottomissione alla sua autorità su tutta la nostra vita.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Il Patto di Losanna", (1974)

Marco 14:62

Gesù disse: «Io sono; e vedrete il Figlio dell’uomo seduto alla destra della Potenza e venire sulle nuvole del cielo».

Ebrei 9:28

Così anche Cristo, dopo essere stato offerto una volta sola per portare i peccati di molti, apparirà una seconda volta, senza peccato, a coloro che lo aspettano per la loro salvezza.

Marco 13:10

E prima bisogna che il vangelo sia predicato fra tutte le genti.

Atti 1:8-11

Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all’estremità della terra».

Dette queste cose, mentre essi guardavano, fu elevato; e una nuvola, accogliendolo, lo sottrasse ai loro sguardi. E come essi avevano gli occhi fissi al cielo, mentre egli se ne andava, due uomini in vesti bianche si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare verso il cielo? Questo Gesù, che vi è stato tolto ed è stato elevato in cielo, ritornerà nella medesima maniera in cui lo avete visto andare in cielo».

Matteo 28:18-20

E Gesù, avvicinatosi, parlò loro, dicendo: «Ogni potere mi è stato dato in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente». [Amen.]

Marco 13:21-23

Allora, se qualcuno vi dice: “Il Cristo eccolo qui, eccolo là”, non credeteci; perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno segni e prodigi per sedurre, se fosse possibile, [anche] gli eletti. Ma voi state attenti; [ecco,] io vi ho predetto ogni cosa.

Giovanni 2:18

I Giudei allora presero a dirgli: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?»

Giovanni 4:1-3

Quando dunque Gesù seppe che i farisei avevano udito che egli faceva e battezzava più discepoli di Giovanni (sebbene non fosse Gesù che battezzava, ma i suoi discepoli), lasciò la Giudea e se ne andò di nuovo in Galilea.

Luca 12:32

Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il regno.

Apocalisse 21:1-5

Poi vidi un nuovo cielo e una nuova terra, poiché il primo cielo e la prima terra erano scomparsi, e il mare non c’era più. E vidi la santa città, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo da presso Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. Udii una gran voce dal trono, che diceva: «Ecco il tabernacolo di Dio con gli uomini! Egli abiterà con loro, essi saranno suoi popoli e Dio stesso sarà con loro {e sarà il loro Dio}. Egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non ci sarà più la morte, né cordoglio, né grido, né dolore, perché le cose di prima sono passate».

E colui che siede sul trono disse: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose». Poi [mi] disse: «Scrivi, perché queste parole sono fedeli e veritiere».

2 Pietro 3:13

Ma, secondo la sua promessa, noi aspettiamo nuovi cieli e nuova terra, nei quali abiti la giustizia.

LA CONCLUSIONE

Per concludere, alla luce di ciò che crediamo e che abbiamo cercato di presentare e alla luce del nostro impegno, stipuliamo un solenne Patto con Dio e tra di noi per pregare, pianificare e agire insieme per l’evangelizzazione dell’intero pianeta. Invitiamo tutti a unirsi a noi. Possa Dio aiutarci con la sua grazia e per la sua gloria a essere fedeli a questo impegno! Amen. Alleluia.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Il Patto di Losanna", (1974)

PREAMBOLO

Come membri della globale Chiesa di Gesù Cristo affermiamo con gioia l’impegno che abbiamo assunto tramite il Signore Gesù Cristo nei confronti del Dio vivente e del suo disegno di salvezza. Per lui rinnoviamo la nostra fedeltà alla visione e agli scopi del Movimento di Losanna.

Questo significa due cose:

Primo, restiamo fedeli al compito di portare una testimonianza globale a Gesù Cristo e a tutto il suo insegnamento. Il Primo Congresso di Losanna (1974) fu convocato in funzione del compito dell’evangelizzazione del mondo. Tra i più importanti lasciti alla Chiesa di tutto il mondo c’erano: (i) il Patto di Losanna, (ii) una rinnovata coscienza del numero dei gruppi umani non raggiunti con il vangelo, e (iii) una riscoperta della natura olistica del vangelo biblico e della missione cristiana. Il Secondo Congresso di Losanna, tenuto a Manila (1989), diede vita a più di 300 collaborazioni strategiche nell’ambito dell’evangelizzazione mondiale, molte delle quali prevedevano la cooperazione internazionale in ogni parte del mondo.

Secondo, restiamo fedeli ai primi documenti del Movimento, il Patto di Losanna (1974) e il Manifesto di Manila (1989). Questi documenti esprimono con chiarezza verità centrali del vangelo che troviamo nella Bibbia e le applicano alla nostra concreta missione in modi che sono ancora oggi attuali e impegnativi. Confessiamo che non siamo stati fedeli agli impegni assunti in quei documenti. Tuttavia, vogliamo valorizzarli e farci guidare da essi nel mentre cerchiamo di esprimere e di applicare l’eterna verità del vangelo nel mutevole mondo della nostra generazione.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Impegno di Città del Capo", (2010)

Quasi ogni cosa nel modo in cui viviamo, pensiamo e ci relazioniamo gli uni agli altri sta cambiando a una velocità sempre più alta. Nel bene e nel male, sentiamo l’impatto della globalizzazione, della rivoluzione digitale e del mutevole equilibrio del potere economico e politico nel mondo. Alcune delle cose con le quali siamo confrontati ci addolorano e ci preoccupano: la povertà globale, le guerre, i conflitti etnici, le malattie, la crisi ecologica e i cambiamenti climatici. C’è però nel nostro mondo un grande mutamento che ci fa gioire, vale a dire la crescita della chiesa globale di Cristo.

Il fatto che il Terzo Congresso di Losanna si sia tenuto in Africa è una prova di ciò. Almeno i due terzi di tutto il cristianesimo mondiale vive oggi nei continenti del Sud e dell’Est del mondo. La composizione del nostro Congresso di Città del Capo riflette questo colossale cambiamento che si è registrato nella cristianità in un secolo, a partire dalla conferenza missionaria di Edimburgo del 1910. Ci rallegriamo per la stupefacente crescita della chiesa in Africa e gioiamo del fatto che le nostre sorelle e i nostri fratelli in Cristo africani hanno ospitato questo Congresso. Nello stesso tempo, non avremmo potuto incontrarci in Sudafrica senza essere consapevoli dei passati anni di sofferenza sotto l’apartheid. Siamo, dunque, riconoscenti per il progresso del vangelo e per la sovrana giustizia di Dio all’opera nella storia recente, anche se stiamo ancora lottando con la perdurante eredità del male e dell’ingiustizia. Questo è il duplice ruolo e la duplice testimonianza della chiesa in ogni luogo. Dobbiamo rispondere con la missione cristiana alle cose che stanno accadendo nella nostra generazione. Dobbiamo anche imparare da quell’intreccio di saggezza ed errori, di risultati e di fallimenti che ereditiamo dalle precedenti generazioni. Onoriamo e ci lamentiamo del passato e ci mobilitiamo per il futuro nel nome del Dio che tiene nelle sue mani tutta la storia.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Impegno di Città del Capo", (2010)

In un mondo che cerca di reinventarsi a un’andatura sempre più vertiginosa, alcune cose restano immutate. Queste grandi verità che non mutano forniscono la spiegazione biblica del nostro impegno missionale.

  • Gli uomini sono perduti. La condizione di fondo degli esseri umani resta quella che la Bibbia descrive: nel nostro peccato e nella nostra ribellione siamo sotto il giusto giudizio di Dio e senza Cristo siamo senza speranza.
  • Il vangelo è la buona notizia. Il vangelo non è un concetto che ha bisogno di nuove idee, ma una storia che ha bisogno di essere raccontata in modi sempre nuovi. La storia che non è cambiata è quella di ciò che Dio ha fatto per salvare il mondo, supremamente negli eventi storici della vita, della morte, della risurrezione e della signoria di Gesù Cristo. In Cristo c’è speranza.

La missione della chiesa prosegue. La missione di Dio continua fino agli estremi confini della terra, fino alla fine del mondo. Verrà il giorno in cui i regni del mondo diverranno il regno del nostro Dio e del suo Cristo e Dio abiterà insieme alla sua umanità redenta nella nuova creazione. Fino a quel giorno, la partecipazione della chiesa alla missione di Dio va avanti con gioiosa urgenza e approfittando delle nuove e stimolanti opportunità che si presentano in ogni generazione, compreso la nostra.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Impegno di Città del Capo", (2010)

Questa confessione è intessuta con il linguaggio dell’amore. L’amore è il linguaggio del patto. I patti biblici, antico e nuovo, sono l’espressione della grazia e dell’amore redentrici di Dio che pervengono all’umanità perduta e alla creazione deturpata. Essi esigono come risposta il nostro amore e questo amore deve manifestarsi nella fiducia, nell’ubbidienza e nell’impegno appassionato per il nostro Signore che si lega a noi con un patto.

Il Patto di Losanna ha definito l’evangelizzazione con il motto «tutta la chiesa porta tutto il vangelo a tutto il mondo». Ecco, questo ci appassiona ancora oggi. Rinnoviamo allora quel patto, affermando di nuovo:

  • Il nostro amore per tutto il vangelo, poiché il vangelo è la gloriosa buona notizia di Dio in Cristo per ogni dimensione della sua creazione, poiché queste sono state devastate dal peccato e dal male.
  • Il nostro amore per tutta la chiesa, in quanto popolo di Dio redento da Cristo da ogni nazione sulla terra e in ogni epoca della storia, chiamato a condividere la missione di Dio in questa epoca e a glorificarlo per sempre in quella futura.
  • Il nostro amore per tutto il mondo che è così lontano da Dio ma nello stesso tempo così vicino al suo cuore, quel mondo che Dio ha così tanto amato che ha dato il suo unico Figlio per la sua salvezza.

Saldi in queste tre espressioni d’amore, ci impegniamo nuovamente a essere l’intera chiesa, a credere, ubbidire e condividere tutto il vangelo e ad andare in tutto il mondo per fare discepoli di ogni nazione.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Impegno di Città del Capo", (2010)

La missione di Dio scaturisce dal suo amore. La missione del popolo di Dio scaturisce dall’amore che abbiamo per Dio e per tutto ciò che egli ama. L’evangelizzazione del mondo è l’efflusso dell’amore di Dio per noi e tramite noi. Affermiamo il primato della grazia di Dio e di conseguenza rispondiamo a quella grazia con una fede dimostrata da un amore ubbidiente. Amiamo perché Dio ci ha amati per primo e ha mandato il suo Figlio per essere la propiziazione dei nostri peccati.

Affermiamo che un tale, biblico e comprensivo amore deve costituire l’identità sostanziale e il segno distintivo dei discepoli di Gesù. In risposta alla preghiera e al comandamento di Gesù, desideriamo profondamente che ciò avvenga. Confessiamo tristemente che troppo spesso non è così. Per questo ci impegniamo nuovamente a compiere ogni sforzo per vivere, pensare, parlare e comportarci in maniere che esprimano ciò che significa camminare nell’amore, nell’amore per Dio, nell’amore gli uni per gli altri e nell’amore per il mondo.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Impegno di Città del Capo", (2010)

Il nostro Dio che amiamo si rivela nella Bibbia come Dio unico, eterno e vivente che governa tutte le cose secondo la sua volontà sovrana e per i suoi disegni di salvezza. Nell’unità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, Dio solo è il Creatore, il Re, il Giudice e il Salvatore del mondo. Pertanto amiamo Dio ringraziandolo per la posizione assegnataci nel creato, sottomettendoci alla sua sovrana provvidenza, avendo fiducia nella sua giustizia e lodandolo per la salvezza che ha compiuto per noi.

Amare Dio in mezzo a un mondo che lo rifiuta e lo distorce richiede una testimonianza nei suoi confronti che sia forte ma umile; una difesa delle verità del vangelo di Cristo, il Figlio di Dio, che sia vigorosa ma piena di grazia; una fiducia impregnata di preghiera nell’opera di convinzione e convincente del suo Spirito Santo. Vogliamo impegnarci in una tale testimonianza, poiché se sosteniamo di amare Dio dobbiamo condividere la più grande delle priorità che egli ha, vale a dire che il suo nome e la sua parola siano esaltati al di sopra di tutte le cose.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Impegno di Città del Capo", (2010)

Giungiamo a conoscere Dio come Padre tramite Gesù Cristo, il Figlio di Dio, e solo per suo tramite in quanto egli è la via, la verità e la vita. Poiché lo Spirito Santo attesta al nostro spirito che siamo figli di Dio, eleviamo le parole espresse in preghiera da Gesù, «Abba Padre» e preghiamo la preghiera da lui insegnataci, «Padre nostro». Il nostro amore per Gesù, dimostrato con l’ubbidienza a lui, trova corrispondenza nell’amore del Padre per noi, quando il Padre e il Figlio vengono a dimorare in noi, nel gioco del mutuo amore che si dà e che riceve. Questa intima relazione ha profonde basi bibliche.

Confessiamo che spesso abbiamo trascurato la verità della Paternità di Dio e ci siamo privati delle ricchezze della nostra relazione con lui. Ci impegniamo nuovamente a venire al Padre mediante Gesù il Figlio; a ricevere e a rispondere al suo amore paterno; a vivere in ubbidienza sotto la sua disciplina paterna; a riflettere il suo carattere paterno in tutto il nostro comportamento e nei nostri atteggiamenti; e a fidarci della sua provvidenza paterna in qualsiasi circostanza egli ci conduce.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Impegno di Città del Capo", (2010)

Dio ordinò a Israele di amare il SIGNORE Dio mostrando una lealtà esclusiva. Anche per noi, amare il Signore Gesù Cristo significa affermare fermamente che egli solo è il Salvatore, il Signore e Dio. La Bibbia insegna che Gesù compie le stesse azioni sovrane che solo Dio può compiere. Cristo è il Creatore dell’universo, il Signore della storia, il Giudice di tutte le nazioni e il Salvatore di tutti coloro che si volgono a lui. Egli condivide l’identità di Dio nell’uguaglianza e l’unità divina di Padre, Figlio e Spirito Santo. Così come Dio ha chiamato Israele ad amarlo con una fede legata a un patto, all’ubbidienza e alla testimonianza in qualità di suoi servi, noi affermiamo il nostro amore per Gesù Cristo credendo in lui, ubbidendogli e facendolo conoscere.

Ci impegniamo nuovamente a voler rendere testimonianza a Gesù Cristo e a tutto il suo insegnamento in tutto il mondo, sapendo che possiamo portare una tale testimonianza solo se viviamo ubbidendo noi stessi al suo insegnamento.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Impegno di Città del Capo", (2010)

Amiamo lo Spirito Santo nell’unità della Trinità, con Dio il Padre e con Dio il Figlio. Egli è lo Spirito missionario inviato dal Padre missionario e dal Figlio missionario, che soffia la vita e la potenza nella chiesa missionaria di Dio. Amiamo e preghiamo per la presenza dello Spirito Santo poiché senza la testimonianza dello Spirito a Cristo la nostra propria testimonianza è vana. Senza l’opera di convinzione dello Spirito la nostra predicazione è fatta a vuoto. Senza i doni, la guida e la potenza dello Spirito la nostra missione è un semplice sforzo umano. E senza il frutto dello Spirito, le nostre vite, affatto attraenti, non possono riflettere la bellezza del vangelo.

Non esiste un vangelo vero e completo né tanto meno un’autentica missione biblica senza la Persona e la potenza dello Spirito Santo. Preghiamo per una maggiore consapevolezza di questa verità biblica e perché la sua esperienza sia una realtà in tutte le parti del Corpo mondiale di Cristo. Siamo però consapevoli dei tanti abusi che si mascherano sotto il nome dello Spirito Santo, dei molti modi in cui ogni genere di fenomeni è praticato ed esaltato pur non corrispondendo ai doni dello Spirito Santo, come chiaramente insegnato nel Nuovo Testamento. C’è un grande bisogno di un più profondo discernimento, di chiari avvertimenti, di smascherare fraudolenti ed egoistici manipolatori che abusano di poteri spirituali per il loro proprio indegno arricchimento. Soprattutto, c’è il grande bisogno di un insegnamento e di una predicazione biblici e intensivi, radicati nell’umile preghiera in grado di aiutare i credenti semplici a riconoscere e a comprendere il vero vangelo, a rallegrarsi in esso e a riconoscere e rigettare i falsi vangeli.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Impegno di Città del Capo", (2010)

Amiamo la parola di Dio, riconoscendo le Scritture dell’Antico e del Nuovo Testamento, facendo nostra la gioiosa delizia del salmista nella Torah: «Amo i tuoi comandamenti più dell’oro […] Oh quanto amo la tua legge». Riceviamo l’intera Bibbia come parola di Dio, ispirata dallo Spirito di Dio, proferita e scritta tramite autori umani. Ci sottomettiamo a essa ritenendola autorevole in modo supremo e unico, tale da governare le nostre convinzioni e il nostro agire. Attestiamo la potenza che la parola di Dio ha di compiere il suo disegno di salvezza. Affermiamo che la Bibbia è la parola scritta definitiva di Dio, non oltrepassata da alcuna ulteriore rivelazione ma ci rallegriamo anche del fatto che lo Spirito Santo illumina le menti del popolo di Dio affinché la Bibbia continui a esprimere la verità di Dio in modi nuovi alle persone appartenenti a ogni cultura.

Confessiamo che siamo pronti a sostenere con facilità di amare la Bibbia, senza amare la vita che essa insegna, la vita della costosa e pratica ubbidienza a Dio per mezzo di Cristo. Eppure, «niente è in grado di avvalorare il vangelo con più eloquenza di una vita trasformata, e niente gli getta maggiore discredito quanto

l’incoerenza personale. Siamo chiamati a condurci in una maniera che sia degna del vangelo di Cristo e perfino di “adornarlo”, aumentando la sua bellezza, con vite sante». Nell’interesse del vangelo di Cristo ci impegniamo dunque nuovamente a dimostrare il nostro amore per la parola di Dio, credendo e ubbidendo a essa. Non esiste missione biblica senza un vivere biblico.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Impegno di Città del Capo", (2010)

Condividiamo la passione che Dio ha per il suo mondo, amando tutto ciò che egli ha fatto, rallegrandoci della sua provvidenza e giustizia manifeste nel creato, proclamando la buona novella a tutta la creazione e a tutte le nazioni e attendendo il giorno in cui la terra sarà piena della conoscenza della gloria di Dio così come le acque coprono il mare.

Ci impegniamo nuovamente a non flirtare con il mondo caduto nel peccato, con le sue passioni passeggere, ma ad amare tutto il mondo come Dio lo ama. Amiamo allora il mondo con la santa attesa della redenzione e del rinnovamento in Cristo di tutta la creazione e di tutte le culture, l’adunarsi del popolo di Dio da tutte le nazioni fino alle estremità della terra e la cessazione di ogni distruzione, povertà e inimicizia.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Impegno di Città del Capo", (2010)

In qualità di discepoli di Gesù siamo il popolo del vangelo. Il nucleo centrale della nostra identità è la nostra passione per la buona novella che troviamo nella Bibbia dell’opera salvifica di Dio compiuta per mezzo di Gesù Cristo. Siamo uniti dalla nostra esperienza della grazia di Dio nel vangelo e dalla nostra motivazione a far sì che quel vangelo di grazia sia conosciuto fino agli estremi confini della terra, con ogni mezzo possibile.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Impegno di Città del Capo", (2010)

Il popolo di Dio è formato da coloro, di tutte le epoche e di tutte le nazioni, che Dio, in Cristo, ha amato, scelto, chiamato, salvato e santificato per essere il suo proprio popolo, per essere partecipi della gloria di Cristo come cittadini della nuova creazione. In qualità di coloro che Dio ha amato dall’eternità all’eternità, e lungo tutto il corso della nostra turbolente e ribelle storia, ci viene raccomandato di amarci l’uno con l’altro. Poiché «per il fatto che Dio ci ha tanto amati, dobbiamo anche amarci l’un l’altro», e da qui «essere imitatori di Dio […] e camminare nell’amore, come Cristo ci ha amati e ha dato se stesso per noi». Nella famiglia di Dio l’amore l’uno per l’altro non è semplicemente un’opzione desiderabile ma è un comandamento ineludibile. Un tale amore è la prima prova di ubbidienza al vangelo e un potente motore della missione mondiale.

Gesù chiama tutti i suoi discepoli insieme a essere tra le nazioni una famiglia, una fratellanza riconciliata nella quale tutte le barriere dovute al peccato sono abbattute dalla sua grazia riconciliante. Questa chiesa è una comunità di grazia, ubbidienza e amore nella comunione dello Spirito Santo, nella quale i gloriosi attributi di Dio e le misericordiose caratteristiche di Cristo sono riflessi e in cui è mostrata la multicolore sapienza di Dio. La chiesa, in quanto espressione presente più vivace del regno di Dio, è la comunità dei riconciliati che non vivono più per se stessi, ma per il Salvatore che li ha amati e ha dato se stesso per loro.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Impegno di Città del Capo", (2010)

Siamo impegnati nella missione mondiale poiché essa è centrale per la nostra comprensione di Dio, della Bibbia, della chiesa, della storia umana e del futuro ultimo. L’intera Bibbia rivela la missione di Dio per condurre tutte le cose nel cielo e sulla terra all’unità sotto Cristo, riconciliandole tramite il sangue della sua croce, alla lode della gloria e della grazia di Dio. Nel compiere la sua missione Dio trasformerà la creazione infranta dal peccato e dal male nella nuova creazione in cui non c’è più peccato o maledizione. Dio compirà la sua promessa fatta ad Abramo di benedire tutte le nazioni sulla terra tramite il vangelo di Gesù, il Messia, la progenie di Abramo.

Dio trasformerà il mondo diviso delle nazioni che sono disperse sotto il giudizio di Dio nella nuova umanità che sarà redenta dal sangue di Cristo e sarà composta da gente di ogni tribù, nazione, popolo, lingua e linguaggio e sarà raccolta per adorare il nostro Dio e Salvatore. Dio distruggerà il regno della morte, della corruzione e della violenza quando Cristo tornerà per stabilire il suo eterno regno di vita, di giustizia e di pace. A quel punto Dio, Emanuele, dimorerà con noi, e il regno del mondo sarà il regno del nostro Signore e del suo Cristo ed egli regnerà per sempre.

Ci impegniamo in un esercizio integrale e dinamico di tutte le dimensioni della missione a cui Dio chiama la sua chiesa.

  • Dio ci ordina di far conoscere la verità della rivelazione di Dio e il vangelo della grazia salvifica in Gesù Cristo a tutte le nazioni, chiamando tutta la gente al ravvedimento, alla fede, al battesimo e all’ubbidiente discepolato.
  • Dio ci ordina di riflettere il suo proprio carattere tramite la cura amorevole per i bisognosi e a dimostrare i valori e la potenza del regno di Dio nel combattere per la giustizia e per la pace e nella cura per la creazione di Dio.

In risposta allo sconfinato amore di Dio per noi in Cristo e a partire dal nostro traboccante amore per lui ci riconsacriamo nuovamente, con l’aiuto dello Spirito Santo, a ubbidire pienamente a tutto ciò che Dio ci ordina, con un’umiltà che rinuncia a se stessa, con gioia e con coraggio. Rinnoviamo questo patto con il Signore, il Signore che amiamo perché per primo ha amato noi.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Impegno di Città del Capo", (2010)

Gesù Cristo è la verità dell’universo. Poiché Gesù è verità, la verità in Cristo è (i) personale e anche proposizionale; (ii) universale e anche contestuale; (iii) valida per sempre e anche attuale.

  • Come discepoli di Cristo siamo chiamati a essere persone di verità.
    1. Dobbiamo vivere la verità. Vivere la verità significa essere il volto di Gesù, mediante il quale la gloria del vangelo è rivelata a menti ottenebrate. La gente vedrà la verità nel volto di coloro che vivono le loro vite per Gesù con fedeltà e con amore.
    2. Dobbiamo proclamare la verità. Nella nostra missione la proclamazione verbale della verità del vangelo resta la cosa suprema. Tale proclamazione però non può essere scissa dal vivere la verità. Le opere e le parole devono andare insieme.
  • Sproniamo le guide delle chiese, i pastori e gli evangelisti a predicare e a insegnare pienamente il vangelo biblico, come fece Paolo, in tutta la sua cosmica portata e verità. Non dobbiamo presentare il vangelo come mera offerta di una salvezza individuale oppure come una soluzione ai bisogni migliore di quella che altre divinità possono offrire ma come il disegno di Dio per l’intero universo in Cristo. A volte la gente viene a Cristo per risolvere un problema personale ma rimane con Cristo quando scopre che lui è la verità.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Impegno di Città del Capo", (2010)

La pluralità religiosa e culturale è un fatto e i cristiani in Asia, per esempio, hanno convissuto per secoli con una tale condizione. Le diverse religioni affermano ognuna che la propria è la strada della verità. In genere si cerca di rispettare le pretese di verità delle altre fedi in competizione e si convive con esse. Il pluralismo postmoderno e relativista è però diverso. La sua ideologia non ammette che vi sia alcuna verità assoluta o universale. Anche se tollera le pretese di verità, esso le considera niente di più che costruzioni culturali. (Questa posizione si auto-confuta da un punto di vista logico poiché sostiene come unica, assoluta verità quella secondo la quale non esiste una alcuna unica, assoluta verità.) Un tale pluralismo proclama la “tolleranza” come valore supremo ma può assumere forme oppressive in paesi in cui la scena pubblica è dominata dal secolarismo o da un ateismo aggressivo.

  • Desideriamo tanto vedere un impegno maggiore nel duro lavoro di una robusta apologetica. Questo impegno deve esprimersi a due livelli:
    1. Dobbiamo identificare, equipaggiare e seguire in preghiera coloro che possono impegnarsi al massimo livello intellettuale e pubblico nel discutere e difendere la verità biblica davanti al grande pubblico.
    2. Dobbiamo spronare le guide delle chiese e i pastori a equipaggiare tutti i credenti con il coraggio e con gli strumenti adatti per rapportare la verità con rilevanza profetica al dibattito pubblico di tutti i giorni in modo tale da interagire con ogni aspetto della cultura in cui viviamo.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Impegno di Città del Capo", (2010)

La Bibbia ci mostra la verità di Dio sul lavoro dell’uomo, vale a dire che esso è parte dei buoni propositi di Dio per il creato. La Bibbia riconduce tutte le nostre vite lavorative nella sfera del ministero, per il fatto che serviamo Dio con le nostre differenti vocazioni. Per contro, bisogna dire che il pensiero e l’azione della chiesa sono stati permeati dalla falsità di una «separazione tra sacro e secolare». Questa separazione ci suggerisce che l’attività religiosa appartiene a Dio mentre non gli appartiene ogni altra attività. La maggior parte dei cristiani passano quasi tutto il loro tempo in un lavoro del quale possono giungere a pensare che ha poco valore spirituale (il cosiddetto lavoro secolare). Ma Dio è il Signore di tutta la vita. «Qualunque cosa facciate, fatela di buon animo, come per il Signore e non per gli uomini». diceva Paolo agli schiavi che si trovavano in posti di lavoro pagani.

Nonostante le enormi opportunità evangelistiche e di trasformazione insite nel posto del lavoro, ambito in cui i cristiani hanno il grosso delle relazioni con i non credenti, poche chiese hanno la visione di preparare i propri credenti per cogliere queste opportunità. Nel non riuscire a porre tutta intera la vita sotto la signoria di Cristo abbiamo fallito nel riconoscere il lavoro, in sé e per sé, come un qualcosa di biblicamente e intrinsecamente rilevante.

Identifichiamo questa separazione tra sacro e secolare come un ostacolo principale nella mobilitazione di tutto il popolo di Dio alla missione di Dio e ci appelliamo ai cristiani di tutto il mondo a rigettare le sue assunzioni non bibliche e a resistere ai suoi dannosi effetti. Sfidiamo la tendenza a considerare il ministero e la missione (sia a livello locale sia interculturale) come qualcosa che concerne principalmente ministri e missionari pagati dalle chiese, i quali non sono altro che una minuscola percentuale dell’intero corpo di Cristo.

Incoraggiamo tutti i credenti ad accettare e ad affermare il loro ministero e la loro missione quotidiani dovunque Dio li ha chiamati a lavorare. Sfidiamo i pastori e le guide delle chiese a sostenere le persone in un simile ministero, sia nell’ambito della comunità sia sul posto di lavoro, per «il perfezionamento dei santi in vista dell’opera del ministero», in ogni aspetto delle loro vite.

Dobbiamo compiere notevoli sforzi per educare tutto il popolo di Dio a una vita di discepolato totale, il che significa vivere, pensare, lavorare e parlare partendo da una visione del mondo biblica e con un’efficacia missionale in ogni luogo o circostanza della vita e del lavoro di tutti i giorni. I cristiani impegnati in molti mestieri, nel commercio, negli affari e nelle professioni possono arrivare spesso in luoghi dove non possono arrivare i tradizionali fondatori di chiese o gli evangelisti. Ciò che questi «fabbricanti di tende» e uomini d’affari fanno nell’ambito del mondo del lavoro deve essere valorizzato e considerato come un aspetto del ministero delle chiese locali.

Sproniamo le guide delle chiese a comprendere l’impatto strategico del ministero svolto sul posto di lavoro e a mobilitare, equipaggiare e inviare i loro membri di chiesa come missionari in tali posti, nel contesto delle proprie comunità sociali locali e nelle nazioni che sono chiuse alle forme tradizionali di testimonianza del vangelo. Sproniamo i responsabili delle missioni a integrare completamente questi «fabbricanti di tende» nella strategia missionale globale.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Impegno di Città del Capo", (2010)

Nella difesa della verità di Cristo nel contesto delle nostre culture segnate dalla presenza dei mass-media, ci dedichiamo a un impegno rinnovato, creativo e critico nei confronti di questi media e della tecnologia. Dobbiamo fare ciò in qualità di ambasciatori di Dio di verità, grazia, amore, pace e giustizia. Identifichiamo i seguenti, maggiori bisogni:

  • Essere consapevoli dei media: aiutare le persone a sviluppare una coscienza più critica dei messaggi che ricevono e delle visioni del mondo sottostanti. I media possono essere neutrali e a volte positivi nei confronti del vangelo. Ma sono usati anche per la pornografia, la violenza e per l’avidità. Incoraggiamo i pastori e le chiese ad affrontare apertamente questi temi e a fornire un insegnamento e una guida ai credenti per resistere a queste pressioni e a queste tentazioni.
  • La presenza dei media: sviluppare dei modelli e dei comunicatori cristiani autentici e credibili, per i nuovi media in generale e per quelli d’intrattenimento, e per valorizzare queste carriere come mezzi di influenza a favore di Cristo.
  • Il ministero dei media: sviluppare un uso creativo, integrato e interattivo dei media “tradizionali”, “vecchi” e “nuovi”, al fine di comunicare il vangelo di Cristo nel contesto di una visione biblica ed olistica del mondo.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Impegno di Città del Capo", (2010)

Possediamo il dono della creatività perché siamo portatori dell’immagine di Dio. L’arte nelle sue molteplici forme è parte integrante di ciò che come uomini facciamo e può riflettere qualcosa della bellezza e della verità di Dio. Nel migliore dei casi gli artisti sono dei narratori di verità e dunque le arti costituiscono un importante modo in cui possiamo esprimere la verità del vangelo. Il teatro, la danza, il racconto, la musica e le arti visive possono essere espressione sia della realtà del nostro bisogno sia della speranza, radicata nel vangelo, che tutte le cose saranno fatte nuove.

Nel mondo della missione le arti sono una risorsa non ancora sfruttata. Incoraggiamo attivamente il più grande coinvolgimento cristiano nelle arti.

Desideriamo tanto vedere la chiesa che in tutte le culture usi attivamente le arti come uno scenario per la missione:

  • riportando le arti nella vita della comunità di fede come componente valida e preziosa della nostra chiamata al discepolato;
  • sostenendo coloro che hanno doni artistici, soprattutto sorelle e fratelli in Cristo, così che essi possano fiorire nel loro servizio;
  • permettendo che le arti servano da contesto favorevole in cui riconoscere e imparare a conoscere il prossimo e lo straniero;
  • rispettando le differenze culturali e favorendo le espressioni artistiche indigene.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Impegno di Città del Capo", (2010)

Questo secolo è unanimemente conosciuto come «il secolo Biotech» per i progressi fatti in tutte le nuove tecnologie (bio, info/digitali, nano, realtà virtuale, intelligenza artificiale, e robotica). Tutto ciò ha profonde implicazioni per la chiesa e per la missione, in particolare per quanto attiene la verità biblica di ciò che significa essere umani. Dobbiamo promuovere autentiche risposte cristiane e azioni pratiche nel campo delle politiche pubbliche, per assicurarci che la tecnologia non sia usata per manipolare, distorcere e distruggere ma per preservare e meglio esprimere il nostro essere umani come coloro che Dio ha creato a sua propria immagine. Facciamo appello:

  • Alle guide delle chiese locali per: (i) incoraggiare, sostenere e porre degli interrogativi ai membri di chiesa che sono professionalmente impegnati nella scienza, nella tecnologia, nell’assistenza sanitaria e nelle politiche pubbliche, e (ii) prospettare a validi studenti di teologia la necessità di essere presenti in questi campi in qualità di cristiani.
  • Ai seminari affinché nei loro percorsi formativi si confrontino con questi campi in modo tale che le future guide della chiesa e i futuri educatori teologici sviluppino una consapevole critica cristiana delle nuove tecnologie.
  • Ai teologi e ai cristiani che sono al governo, nel mondo degli affari, nel mondo accademico e operano nell’ambito della tecnologia a formare gruppi di lavoro nazionali o regionali oppure dei partenariati per confrontarsi con le nuove tecnologie e ad esprimersi con una voce che sia biblica e rilevante laddove si forma la politica pubblica.
  • A tutte le comunità cristiane locali a dimostrare rispetto per la singolare dignità e per la sacralità della vita umana, tramite una preoccupazione pratica e olistica che integri gli aspetti fisico, emotivo, relazionale e spirituale della nostra umanità creata.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Impegno di Città del Capo", (2010)

L’area d’intersezione tra Governo, mondo degli affari e mondo accademico ha una forte influenza sui valori di ogni nazione e, in termini umani, definisce la libertà della chiesa.

Incoraggiamo i seguaci di Cristo a essere attivamente impegnati in queste sfere, sia nel settore pubblico sia in quello privato, al fine di modellare i valori sociali e influenzare il dibattito pubblico. Incoraggiamo a sostenere le scuole e le università centrate su Cristo e che sono anche dedite alla ricerca dell’eccellenza accademica e della verità biblica.

Nella Bibbia è condannata la corruzione. Essa mina lo sviluppo economico, distorce l’assunzione di decisioni giuste e distrugge la coesione sociale. Nessuna nazione è libera dalla corruzione. Invitiamo i cristiani nel mondo del lavoro, soprattutto i giovani imprenditori, a pensare creativamente al modo migliore per contrastare questo flagello.

Incoraggiamo giovani accademici cristiani a prendere in considerazione una lunga carriera nelle università secolari, per i) insegnare e ii) sviluppare la loro disciplina a partire da una visione del mondo cristiana e così influenzare il loro campo degli studi. Non vogliamo dimenticarci dell’Università.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Impegno di Città del Capo", (2010)

La riconciliazione con Dio è inseparabile dalla riconciliazione dell’uno con l’altro. Cristo, che è la nostra pace, ha fatto la pace mediante la croce e ha predicato la pace al mondo diviso dei Giudei e dei Gentili. L’unità del popolo di Dio è sia un fatto (dei due [popoli] ne ha fatto uno solo), sia un mandato («sforzandovi di conservare l’unità dello Spirito con il vincolo della pace»). Il piano di Dio per l’integrazione in Cristo dell’intera creazione trova il suo modello nella riconciliazione etnica della nuova umanità di Dio. Questa è la potenza del vangelo promesso ad Abramo.

A partire dal modo in cui Paolo descrive i Gentili, affermiamo che il popolo ebraico, sebbene non fosse estraneo ai patti e alle promesse di Dio, ha tuttavia ancora bisogno della riconciliazione con Dio mediante Gesù il Messia. Quanto al peccato, sosteneva Paolo, non c’è differenza tra Giudei e Gentili, e non ve n’è neppure nella salvezza. Solo nella croce e mediante essa possono entrambi avere accesso a Dio Padre, per mezzo dell’unico Spirito.

  • Continuiamo dunque ad affermare decisamente la necessità che tutta la chiesa condivida con il popolo ebraico la buona novella di Gesù quale Messia, Signore e Salvatore. E nello spirito di Romani 14–15 raccomandiamo i credenti Gentili di accettare, incoraggiare e pregare per i credenti Ebreo–messianici nella testimonianza che portano al loro popolo. La riconciliazione con Dio e la riconciliazione l’uno con l’altro è anche il fondamento e la motivazione per la ricerca della giustizia che Dio richiede senza la quale, Dio dice, non può esserci pace. La riconciliazione vera e definitiva richiede il riconoscimento del peccato passato e presente, il ravvedimento al cospetto di Dio, la confessione nei confronti delle vittime e la ricerca e l’ottenimento del perdono. Essa comprende anche l’impegno da parte della chiesa a cercare la giustizia o la riparazione, laddove ciò è appropriato, per coloro che sono stati danneggiati dalla violenza e dall’oppressione.
  • Desideriamo davvero vedere la globale chiesa di Gesù Cristo, coloro che sono stati riconciliati con Dio, vivere la riconciliazione reciproca e impegnarsi nel compito e nello sforzo di essere portatori della pace biblica nel nome di Cristo.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Impegno di Città del Capo", (2010)

La diversità etnica è il dono e il disegno di Dio nella creazione. Essa è stata rovinata dal peccato e dall’orgoglio umani, risultando nella confusione, nel conflitto, nella violenza e nella guerra tra le nazioni. Tuttavia, la diversità etnica sarà preservata nella nuova creazione, quando gente di ogni nazione, tribù, popolo e lingua si raccoglieranno in qualità di popolo redento da Dio. Confessiamo che spesso falliamo non prendendo sul serio l’identità etnica, valorizzandola come fa la Bibbia sia nell’ambito della creazione sia in quello della redenzione. Falliamo nel rispettare l’identità etnica degli altri e ignoriamo le ferite profonde causate da una tale mancanza di rispetto protratta nel tempo.

  • Incoraggiamo i pastori e le guide delle chiese a insegnare la verità biblica in merito alla diversità etnica. Dobbiamo affermare positivamente l’identità etnica di tutti i membri di chiesa. Ma dobbiamo anche mostrare come le nostre affiliazioni etniche sono deturpate dal peccato e dobbiamo insegnare ai credenti che tutte le nostre identità etniche sono subordinate alla nostra identità redenta, in qualità di nuova umanità in Cristo tramite la croce.

    Riconosciamo con dolore e con vergogna la complicità dei cristiani in alcuni dei più devastanti scenari di violenza e di oppressione etniche e il deplorevole silenzio di un’ampia parte della chiesa quando si sviluppano tali conflitti. Questi scenari includono la storia e l’eredità del razzismo e della schiavitù della gente di colore, l’Olocausto contro gli ebrei, l’apartheid, la «pulizia etnica», la violenza settaria fra cristiani, la decimazione delle popolazioni indigene, la violenza interreligiosa, etnica e politica, la sofferenza dei palestinesi, l’oppressione di casta e il genocidio tribale. I cristiani, che con la loro azione o con la loro passività contribuiscono alla frammentazione del mondo, minano seriamente la nostra testimonianza al vangelo della pace. Dunque:

  • nell’interesse del vangelo ci doliamo e laddove i cristiani hanno partecipato alla violenza, all’ingiustizia o all’oppressione etnica invochiamo il ravvedimento. Auspichiamo il ravvedimento anche per le molte volte in cui i cristiani sono risultati complici di tali mali con il silenzio, l’apatia o una presunta neutralità, oppure fornendo difettose giustificazioni teologiche per quegli stessi mali.

Se il vangelo non è profondamente radicato nel contesto, sfidando e trasformando le sottostanti prospettive del mondo e i sistemi di ingiustizia, accade che allorquando ci sono i momenti difficili, l’essere cristiani è scartato come se fosse una copertura indesiderata e la gente ritorna alle lealtà e ai comportamenti da non rigenerati. L’evangelizzazione senza il discepolato oppure il risveglio senza una radicale ubbidienza ai comandamenti di Cristo non solo sono deficitari ma addirittura pericolosi. Aneliamo il giorno in cui la chiesa sarà il modello più luminosamente visibile di riconciliazione etnica del mondo e la più attiva proponente di risoluzione dei conflitti. Una tale aspirazione, radicata nel vangelo, ci sospinge ad:

  • abbracciare la pienezza della potenza del vangelo e a insegnarla di conseguenza. Ciò include una piena comprensione biblica dell’espiazione: Gesù non portò soltanto il nostro peccato sulla croce per riconciliarci con Dio ma ha distrutto la nostra inimicizia per riconciliarci l’uno con l’altro.
  • Adottare lo stile di vita della riconciliazione. In termini pratici ciò viene dimostrato quando i cristiani:
    • perdonano i persecutori, pur avendo il coraggio di contestare l’ingiustizia subita dagli altri;
    • danno aiuto e offrono ospitalità al prossimo che nel conflitto sta dall’altra parte, assumendo iniziative volte a superare le barriere e a cercare la riconciliazione;
    • continuano a testimoniare di Cristo in contesti violenti; sono disposti a soffrire e persino a morire, piuttosto che partecipare ad atti di distruzione o di vendetta; si impegnano nella guarigione a lungo termine delle ferite che restano dopo i conflitti, rendendo la chiesa un luogo sicuro di rifugio e di guarigione per tutti, incluso i nemici di un tempo.
  • Essere un faro e un portatore di speranza. Rendiamo testimonianza a Dio che era in Cristo nel riconciliare il mondo a sé. È unicamente nel nome di Cristo e nella vittoria della sua croce e della sua risurrezione che abbiamo autorità per affrontare le potenze demoniache del male che aggravano ulteriormente i conflitti umani e abbiamo la potenza di dispensare il suo amore e la sua pace che portano riconciliazione.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Impegno di Città del Capo", (2010)

Il fondamento biblico per il nostro impegno nella ricerca della giustizia e della pace (shalom) per gli oppressi e per i poveri è riassunto nell’Impegno di Città del Capo, nella sezione "Amiamo il mondo di Dio" (13 su 52). Su quella base auspichiamo un’azione cristiana più efficace in merito a:

Schiavitù e traffico di esseri umani

Oggi nel mondo ci sono più persone ridotte in schiavitù (una stima di circa 27 milioni) di quante ce n’erano 200 anni fa, quando Wilberforce combatté per abolire il traffico transatlantico di schiavi. Solo in India c’è una stima di circa 15 milioni di bambini schiavi. Il sistema di casta opprime i gruppi delle caste più basse ed esclude i Dalits. Ma purtroppo la stessa chiesa cristiana è in molti posti infetta dalle stesse forme di discriminazione. La voce corale della chiesa globale deve levarsi per protestare contro ciò che è a tutti gli effetti uno dei più antichi sistemi di schiavitù del mondo. Ma perché una simile, globale rivendicazione possa essere autentica è necessario che la chiesa rifiuti al suo interno ogni disuguaglianza e ogni forma di discriminazione.

Le migrazioni nel mondo di oggi, su scala senza precedenti, hanno generato, per una varietà di ragioni, il traffico di esseri umani in ogni continente, la diffusione della schiavitù di donne e bambini nel commercio sessuale e l’abuso sui bambini mediante il lavoro forzato e la coscrizione militare.

  • Leviamoci come chiesa globale per combattere il traffico di esseri umani e per parlare e agire profeticamente per «liberare i prigionieri». Questo approccio deve includere i fattori sociali, economici e politici che alimentano il traffico. Gli schiavi del mondo gridano verso la globale chiesa di Gesù Cristo: «Liberate i nostri figli. Liberate le nostre donne. Siate la nostra voce. Mostrateci la nuova società che Gesù ha promesso».

La povertà

Facciamo nostra la testimonianza dell’intera Bibbia che ci mostra il desiderio di Dio sia per una sistemica giustizia economica sia per la compassione personale, per il rispetto e per la generosità verso il povero e il bisognoso. Ci rallegriamo del fatto che questo ampio insegnamento biblico è stato sempre più integrato nella nostra strategia e nella nostra pratica missionarie, come lo era per la chiesa primitiva e per l’apostolo Paolo. Di conseguenza, adoperiamoci a:

  • riconoscere la grande opportunità, per la chiesa locale e globale, rappresentate dalloSviluppo degli Obiettivi del Millennio. Facciamo appello alle chiese a patrocinarli davanti ai governi e a partecipare agli sforzi per raggiungerli, come per esempio quelli compiuti per mezzo della Sfida di Michea.
  • Avere il coraggio di dichiarare che il mondo non può affrontare e neanche risolvere il problema della povertà senza anche confrontarsi con l’eccessiva ricchezza e avidità. Il vangelo sfida l’idolatria del consumismo rampante. Siamo chiamati, in qualità di coloro che servono Dio e non Mammona, a riconoscere che l’avidità perpetua la povertà e a rinunciarvi. Nello stesso tempo, ci rallegriamo che il vangelo nel suo appello al ravvedimento includa il ricco, invitandolo alla comunione di coloro che sono trasformati dalla grazia del perdono.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Impegno di Città del Capo", (2010)

Le persone disabili formano uno dei più grandi gruppi minoritari del mondo, stimato superiore ai 600 milioni. La maggioranza di queste persone vive nelle nazioni meno sviluppate ed esse si trovano tra i più poveri dei poveri. Sebbene la difficoltà fisica o mentale sia parte dell’esperienza quotidiana dei disabili, la maggior parte è nella condizione della diversa abilità a causa di atteggiamenti sociali e di ingiustizie subite oltre alla carenza di accesso alle risorse. Il servizio reso alle persone diversamente abili non si limita alle cure mediche o all’assistenza sociale; esso implica il combattere al loro fianco per favorire le loro carriere e a favore delle loro famiglie, per l’inclusione e l’uguaglianza sia nella società sia nella chiesa. Dio ci chiama a una mutua amicizia, a un mutuo rispetto e amore e a una mutua giustizia.

  • Leviamoci come cristiani di tutto il mondo per respingere gli stereotipi culturali sui diversamente abili, in quanto, come sosteneva l’apostolo Paolo: «Noi non conosciamo più nessuno da un punto di vista umano». Creati a immagine di Dio, tutti noi possediamo doni che possiamo usare al suo servizio. Ci impegniamo non solamente a servire i diversamente abili ma anche a ricevere il ministero che essi possono esercitare.
  • Incoraggiamo i responsabili delle chiese e delle missioni a pensare non solo alla missione tra i diversamente abili ma anche a riconoscere, sostenere e facilitare la chiamata missionale dei credenti disabili stessi essendo essa parte integrante del corpo di Cristo.
  • Siamo contristati dal fatto che a molti diversamente abili si dica che le loro difficoltà sono dovute a peccati personali, a mancanza di fede o al non desiderare di essere guariti. Neghiamo che la Bibbia insegni una cosa del genere come una verità universale. Un tale falso insegnamento è pastoralmente insensibile e spiritualmente disabilitante; esso aggiunge al peso delle difficoltà fisiche quello della colpa e la frustrazione delle speranze.
  • Ci impegniamo a rendere le nostre chiese luoghi di inclusione e di uguaglianza per persone diversamente abili e a stare al loro fianco nel combattere il pregiudizio e nel difendere i loro bisogni nella società in generale.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Impegno di Città del Capo", (2010)

L’HIV e l’AIDS sono in molte nazioni la più grande delle emergenze. Milioni sono infetti dal virus dell’HIV, incluso molti che sono nelle nostre chiese e milioni di bambini sono orfani a causa dell’AIDS. Dio ci sta chiamando a mostrare il suo profondo amore e la sua profonda compassione per tutti coloro che sono infetti e affetti e a fare ogni sforzo per salvare delle vite. Crediamo che gli insegnamenti e l’esempio di Gesù, così come la potenza trasformatrice della croce e della risurrezione, sono centrali per la risposta olistica che il vangelo dà all’HIV-AIDS e di cui il nostro mondo ha così urgente bisogno.

  • Rigettiamo e denunciamo ogni condanna, ostilità, stigma e discriminazione contro coloro che hanno l’HIV-AIDS. Tali cose sono un peccato e una vergogna nel corpo di Cristo. Tutti noi abbiamo peccato e siamo privi della gloria di Dio; siamo stati salvati unicamente per grazia e dovremmo essere lenti nel giudicare, pronti nel restaurare e nel perdonare. Riconosciamo anche con dolore e compassione che in verità molta gente che ha contratto l’HIV-AIDS si trova in queste condizioni per nessuna colpa propria e spesso per essersi presa cura di altri.
  • Desideriamo davvero che tutti i pastori costituiscano un esempio di castità sessuale e di fedeltà, come comandava Paolo, e insegnino chiaramente e sovente che il matrimonio è l’ambito esclusivo per l’unione sessuale. Ciò necessario non solo perché questo è l’insegnamento chiaro della Bibbia ma anche perché la presenza di molteplici partner sessuali, al di fuori del matrimonio, è il fattore principale per la rapida diffusione del virus dell’HIV–AIDS in molte nazioni maggiormente colpite.
  • Come chiesa globale affrontiamo questa sfida nel nome di Cristo e nella potenza dello Spirito Santo. Stiamo al fianco dei nostri fratelli e delle nostre sorelle nei posti maggiormente colpiti dall’HIV-AIDS tramite il sostegno pratico, la cura compassionevole (incluso la cura per le vedove e gli orfani), la difesa sociale e politica, i programmi educativi (in particolare quelli che mirano alla valorizzazione delle donne) ed efficaci strategie di prevenzione appropriate al contesto locale. Ci impegniamo in una simile, urgente e profetica azione ritenendola parte della missione integrale della chiesa.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Impegno di Città del Capo", (2010)

Il nostro mandato biblico relativo al creato di Dio è indicato nella Confessione di Fede [nella sezione "Amiamo il mondo di Dio" (13 su 52). Tutti gli esseri umani devono essere amministratori della ricca abbondanza del buon creato di Dio. Siamo autorizzati a esercitare il pio dominio usando il creato per il benessere e per i bisogni degli uomini, per esempio nell’agricoltura, nella pesca, nell’impresa mineraria, nella produzione di energia, nell’ingegneria, nell’edilizia, nel commercio, nella medicina. Nel fare ciò siamo anche chiamati a preoccuparci della terra e di tutte le sue creature, in quanto la terra appartiene a Dio, non a noi. Facciamo ciò per il Signore Gesù Cristo che è il creatore, il padrone, il sostenitore, il redentore e l’erede di tutto il creato.

Siamo addolorati per il diffuso abuso e per la distruzione indiscriminata delle risorse della terra, incluso la biodiversità. Probabilmente, la sfida più seria e più impellente a cui è esposto il mondo fisico oggi è rappresentata dalla minaccia dei cambiamenti climatici. Questi incideranno sproporzionatamente su coloro che vivono nelle nazioni più povere, poiché sarà lì che gli estremi climatici saranno più duri ed è lì che vi è poca capacità di adattarsi a essi. La povertà mondiale e i cambiamenti climatici devono essere affrontati insieme e con uguale urgenza. Incoraggiamo i cristiani di tutto il mondo ad:

  • adottare stili di vita che sappiano rinunciare a consuetudini consumistiche che distruggono o inquinano;
  • servirsi di ogni mezzo legittimo per convincere i governi affinché di fronte alla distruzione ambientale e ai potenziali cambiamenti climatici pongano al di sopra degli espedienti politici degli imperativi morali;
  • riconoscere e incoraggiare la chiamata missionale dei: (i) cristiani che si impegnano nell’uso appropriato delle risorse della terra a favore dei bisogni e del benessere umano nell’agricoltura, nell’industria e nella medicina, e (ii) cristiani che si impegnano nella protezione e nella restaurazione degli habitat e delle specie terrestri mediante la conservazione e la difesa. Entrambi perseguono lo stesso scopo in quanto entrambi servono lo stesso Creatore, Donatore e Redentore.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Impegno di Città del Capo", (2010)

In ragione delle affermazioni fatte nella Confessione di Fede, [nella sezione "Amiamo il mondo di Dio" (13 su 52)], rispondiamo alla nostra alta chiamata, in qualità di discepoli di Gesù Cristo, a considerare le persone delle altre fedi come il nostro prossimo, nel senso biblico del termine. Sono esseri umani creati all’immagine di Dio, che Dio ama e per i peccati dei quali Cristo è morto. Ci sforziamo non solo di considerarli il nostro prossimo ma di ubbidire all’insegnamento di Cristo essendo anche noi, per loro, prossimo. Siamo chiamati a essere mansueti ma non ingenui; a usare discernimento e a non essere creduloni; a essere attenti a qualsivoglia pericolo possiamo affrontare, ma a non farci guidare dalla paura.

Siamo chiamati a condividere la buona novella nell’evangelizzazione ma a non impegnarci in un indegno proselitismo. L’evangelizzazione, che comprende l’argomentare persuasivo e razionale sull’esempio dell’apostolo Paolo è «una proclamazione schietta e aperta del vangelo che lascia gli uditori completamente liberi di cambiare la propria opinione a suo riguardo. Desideriamo essere sensibili nei confronti delle persone delle altre fedi e rigettiamo qualunque approccio che cerca di imporre loro la conversione». Il proselitismo, per contro, è il tentativo di costringere gli altri a diventare «dei nostri», ad «accettare la nostra religione» o, concretamente, «a unirsi alla nostra denominazione».

  • Ci impegniamo a manifestare nell’evangelizzazione un’etica scrupolosa. La nostra testimonianza deve essere segnata dalla «mansuetudine e dal rispetto, mantenendo una buona coscienza». Rigettiamo dunque ogni forma di testimonianza coercitiva, ingannevole o irriverente e che non sia eticamente corretta.
  • Nel nome del Dio d’amore ci pentiamo di aver fallito nella ricerca dell’amicizia con musulmani, indù, buddisti e gente proveniente da altri contesti religiosi. Nello spirito di Gesù assumeremo delle iniziative per mostrare loro amore, buona volontà e ospitalità.
  • Nel nome del Dio di verità, (i) rifiutiamo di promuovere bugie e caricature delle loro credenze, e (ii) denunciamo e resistiamo al pregiudizio razzista, all’odio e alla paura incitati dai media e dalla retorica politica.
  • Nel nome del Dio della pace rigettiamo la strada della violenza e della vendetta in tutti i nostri rapporti con persone di altre fedi, anche quando siamo violentemente attaccati.
  • Affermiamo il giusto valore del dialogo con le persone di altre fedi, così come Paolo si impegnò in dibattiti con Giudei e Gentili nella sinagoga e in luoghi pubblici. Un simile dialogo, quale legittimo ingrediente della nostra missione cristiana, combina la fiducia nell’unicità di Cristo e nella verità del vangelo con l’ascolto rispettoso degli altri.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Impegno di Città del Capo", (2010)

La sofferenza può essere necessaria nel nostro impegno missionario di testimoni di Cristo, così come lo fu per i suoi apostoli e per i profeti dell’Antico Testamento. Essere pronti a soffrire è una prova evidente della genuinità della nostra missione. Dio può usare la sofferenza, la persecuzione e il martirio per far progredire la sua opera. «Il martirio è una forma di testimonianza che Cristo ha promesso di onorare particolarmente». Molti cristiani che vivono nel comfort e nella prosperità hanno bisogno di ascoltare nuovamente la chiamata di Cristo a essere pronti a soffrire per lui. In effetti molti altri credenti vivono nel mezzo di tali sofferenze, in culture religiose ostili, pagando il costo della testimonianza che rendono a Gesù Cristo. Essi possono aver assistito al martirio dei propri cari o possono aver sopportato la tortura o la persecuzione a causa della loro fedele ubbidienza eppure continuano ad amare coloro che li hanno colpiti a quel modo.

  • Ascoltiamo e ricordiamo con lacrime e con preghiera le testimonianze di coloro che soffrono per il vangelo. Preghiamo, insieme a loro, per la grazia e per il coraggio di «amare i nostri nemici», come ci ha ordinato Cristo. Preghiamo che il vangelo possa portare frutto in posti che sono così ostili ai suoi messaggeri. Nell’addolorarci, giustamente, per coloro che soffrono, ricordiamo l’infinito dolore che Dio sente per coloro che resistono e rigettano il suo amore, il suo vangelo e i suoi servi. Desideriamo davvero che si ravvedano, siano perdonati e trovino la gioia di essere riconciliati con Dio.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Impegno di Città del Capo", (2010)

«Siamo il profumo di Cristo». La nostra chiamata è a vivere e a servire tra la gente di altre fedi in un modo che sia così saturo della fragranza della grazia di Dio da permettere loro di sentire il profumo di Cristo, così da gustare e vedere che Dio è buono. Con un simile, incarnato amore dobbiamo rendere attraente il vangelo in ogni cultura e contesto religioso. Quando i cristiani amano la gente di altre fedi mediante vite segnate dall’amore e da atti di servizio allora incarnano la grazia trasformatrice di Dio. Nelle culture dell’«onore», dove la vergogna e la vendetta sono alleati del legalismo religioso, la «grazia» è un concetto estraneo. In tali contesti il vulnerabile amore di Dio che si sacrifica non è un soggetto astratto da dibattere; al contrario è considerato estremamente alieno, persino ripugnante. Qui la grazia, per coloro che ne sono affamati al punto di desiderare di gustarla, è un sapore che si acquista con il passare del tempo, in piccole dosi. L’aroma di Cristo permea gradualmente tutto ciò con cui i suoi seguaci vengono a contatto.

  • Desideriamo davvero che Dio faccia sorgere sempre più uomini e donne di grazia che si impegnino a vivere, ad amare e a servire per tutta la vita in posti difficili, dominati dalle altre religioni, per portare il profumo e il sapore della grazia di Gesù Cristo in culture in cui non sono benvenuti e in cui è pericoloso assumere tale atteggiamento. Ciò richiede pazienza e perseveranza, a volte per tutta una vita, a volte fino alla morte.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Impegno di Città del Capo", (2010)

In diverse religioni si sono formati i cosiddetti movimenti “insider”. Si tratta di gruppi di persone che stanno di fatto seguendo Gesù come loro Dio e Salvatore. Si incontrano in piccoli gruppi per la comunione, l’insegnamento, l’adorazione e la preghiera centrata in Gesù e nella Bibbia, pur continuando a vivere socialmente e culturalmente nell’ambito delle loro comunità d’origine e avendo a che fare con gli elementi dell’osservanza religiosa di quelle comunità. Si tratta di un fenomeno complesso e c’è molto disaccordo sull’approccio da avere a esso. Alcuni lodano tali movimenti. Altri mettono in guardia sul pericolo del sincretismo. Tuttavia, dobbiamo notare che il sincretismo è un pericolo che si trova tra noi cristiani ovunque, quando manifestiamo la nostra fede nel contesto delle nostre culture. Allorquando vediamo agire Dio in modo inatteso e non familiare dovremo allora evitare la tendenza a: (i) classificare e promuovere frettolosamente quest’azione come una nuova strategia di missione, oppure, (ii) altrettanto frettolosamente, condannarla senza una sensibile valutazione contestuale.

  • Nello spirito di Barnaba che al suo arrivo ad Antiochia «vide la grazia di Dio» e «si rallegrò, e li esortò tutti ad attenersi al Signore con cuore risoluto», ci appelliamo a tutti coloro che hanno a che fare con questo tema a:
    • adottare come principio guida primario la scelta e la pratica apostoliche: «Perciò io ritengo che non si debba turbare gli stranieri che si convertono a Dio».
    • esercitare l’umiltà, la pazienza e la benignità nel riconoscere la diversità dei punti di vista e condurre il dibattito senza giudizi perentori e mutue scomuniche.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Impegno di Città del Capo", (2010)

La gente oggi si sposta come mai era accaduto in precedenza. Le migrazioni sono una delle grandi realtà globali della nostra epoca. È stimato che 200 milioni di persone vivono, volontariamente o involontariamente, al di fuori delle proprie nazioni di origine. Il termine «diaspora» viene qui usato per indicare la gente che per qualsivoglia ragione si è spostata dalla terra in cui è nata. Grandi numeri di persone provenienti da molti contesti religiosi, compreso quelli cristiani, vivono nella diaspora: migranti in cerca di lavoro per ragioni economiche; gente costretta a spostarsi all’interno della stessa nazione a causa di guerre o di disastri naturali; profughi e rifugiati in cerca d’asilo; vittime di pulizia etnica; gente che sfugge alla violenza religiosa e alla persecuzione; quelli che soffrono la fame, variamente causata da siccità, inondazioni o guerre; vittime della povertà rurale che si spostano nelle città. Siamo convinti che le migrazioni contemporanee si collochino nel sovrano e missionale disegno di Dio, senza tuttavia ignorare il male e la sofferenza che generano.

  • Incoraggiamo i responsabili delle chiese e delle missioni a riconoscere e a rispondere alle opportunità missionali che si presentano grazie alla migrazione globale e alle comunità della diaspora, approntando piani strategici, formando e dotando di risorse coloro che sono chiamati ad agire in tali contesti.
  • Incoraggiamo i cristiani delle nazioni ospitanti che hanno nel loro mezzo comunità di immigrati provenienti da altri contesti religiosi a portare loro la testimonianza contro–culturale dell’amore di Cristo con fatti e con parole, ubbidendo ai molteplici comandamenti biblici che invitano ad amare lo straniero, a difendere la causa del forestiero, a visitare i prigionieri, a praticare l’ospitalità, a costruire relazioni di amicizia, ad accoglierli nelle loro case e a provvedere per loro aiuto e servizi.
  • Incoraggiamo i cristiani che si trovano essi stessi nelle comunità della diaspora a discernere la mano di Dio, anche in circostanze che possono non aver scelto e a cercare tutte le opportunità che Dio fornisce per portare la testimonianza a Cristo nella comunità sociale che li ospita, cercandone il suo bene (Geremia 29:7). Laddove la nazione ospitante presenta chiese cristiane, esortiamo le chiese di immigrati e quelle del posto ad ascoltarsi reciprocamente e a imparare le une dalle altre e a dare vita a sforzi di cooperazione per raggiungere con il vangelo tutti gli ambiti della loro nazione.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Impegno di Città del Capo", (2010)

Il sostegno dei diritti umani, tramite la difesa della libertà religiosa, non è incompatibile con il seguire la via della croce allorquando si ha a che fare con la persecuzione. Non c’è contraddizione tra il soffrire personalmente gli abusi o la perdita dei nostri diritti per amore di Cristo e l’essere impegnati a difendere e a parlare in favore di coloro che non hanno voce e subiscono la violazione dei loro diritti umani. Dobbiamo anche distinguere tra i diritti della gente di altre fedi e l’assenso alla verità delle loro fedi. Possiamo difendere la libertà degli altri a credere e praticare la loro religione senza per questo accettare quella religione come vera.

  • Battiamoci per raggiungere l’obiettivo della libertà religiosa per tutti. Ciò richiede la difesa davanti ai governi da parte dei cristiani e delle persone di altre fedi che sono perseguitati.
  • Ubbidiamo con coscienza all’insegnamento biblico che ci invita a essere buoni cittadini, a cercare il bene della nazione in cui viviamo, a onorare e pregare per coloro che sono in autorità, a pagare le tasse, a fare il bene e a cercare di vivere vite pacifiche e tranquille. Il cristiano chiamato a sottomettersi allo Stato, a meno che lo Stato esiga ciò che Dio proibisce o proibisca ciò che Dio comanda. Se lo Stato ci obbliga a scegliere tra la lealtà nei suoi confronti e la nostra più alta lealtà nei confronti di Dio, dobbiamo dire No allo Stato poiché abbiamo detto Sì a Gesù Cristo in quanto Signore.

Nell’ambito di tutti i nostri legittimi sforzi in favore della libertà religiosa per tutti, il desiderio più profondo dei nostri cuori resta quello che tutti debbano giungere a conoscere il Signore Gesù Cristo, porre liberamente la fede in lui ed essere salvati ed entrare nel regno di Dio.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Impegno di Città del Capo", (2010)

1a PARTE

Il cuore di Dio desidera profondamente che tutti gli uomini possano avere accesso alla conoscenza del suo amore e della sua opera salvifica in Gesù Cristo. Riconosciamo con dolore e vergogna che ci sono migliaia di gruppi di popoli sparsi per il mondo per i quali un tale accesso non è ancora stato reso disponibile con la testimonianza cristiana. Si tratta di popoli che sono non raggiunti nel senso che non si hanno attualmente notizie di credenti o chiese nel loro mezzo. Per molti di questi popoli non vi sono dei tentativi di raggiungerli, nel senso che al presente non siamo a conoscenza di chiese o agenzie che stanno cercando di condividere il vangelo con loro. In realtà, solo una piccolissima percentuale delle risorse della chiesa (umane e materiali) è diretta ai popoli meno raggiunti. Per definizione, si tratta di popoli che non ci inviteranno ad andare da loro con la buona novella, poiché non sanno nulla di essa. Eppure la loro presenza in mezzo a noi, 2000 anni dopo che Gesù ci ha comandato di fare discepoli di tutte le nazioni, rappresenta non solo un rimprovero per la nostra disubbidienza, non solo una forma di ingiustizia spirituale ma anche una silenziosa «chiamata macedone».

Leviamoci come chiesa mondiale per affrontare questa sfida e:

  • ravvediamoci per la nostra cecità nei confronti della presenza costante nel nostro mondo di così tanti popoli non raggiunti e della nostra mancanza di urgenza nel condividere con loro il vangelo.
  • Rinnoviamo il nostro impegno ad andare da coloro che non hanno ancora ascoltato il vangelo, a impegnarci profondamente nella loro lingua e cultura, a vivere il vangelo tra di essi con un amore che sa incarnarsi e un servizio che sa sacrificarsi, a comunicare la luce e la verità del Signore Gesù Cristo in parole e azioni, risvegliandoli, tramite la potenza dello Spirito Santo, nei confronti della sorprendente grazia di Dio.
  • Puntiamo allo sradicamento della povertà biblica esistente oggi nel mondo, poiché la Bibbia resta indispensabile per l’evangelizzazione. Per fare ciò dobbiamo:
    • Accelerare la traduzione della Bibbia nelle lingue dei popoli che non hanno ancora alcuna porzione della Parola di Dio nella loro lingua madre;
    • Rendere ampiamente disponibile il messaggio della Bibbia mediante strumenti orali. (Vedi anche più sotto la sezione sulle Culture orali).

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Impegno di Città del Capo", (2010)

2a PARTE

  • Puntiamo allo sradicamento dell’ignoranza della Bibbia nella chiesa, in quanto la Bibbia resta indispensabile per discepolare i credenti, rendendoli simili a Cristo.
    • Desideriamo davvero vedere una rinnovata convinzione, che pervada tutta la chiesa di Dio, sulla centrale necessità dell’insegnamento della Bibbia per la crescita nel ministero, nell’unità e nella maturità. Ci rallegriamo del dono di coloro che Cristo ha dato alla chiesa come pastori–insegnanti. Faremo ogni sforzo per identificarli, incoraggiarli, formarli e sostenerli nella predicazione e nell’insegnamento della Parola di Dio. Nel fare ciò, dobbiamo comunque rifiutare il genere di clericalismo che restringe il ministero della Parola di Dio a pochi, pagati professionisti o al momento formale della predicazione dal pulpito della chiesa. Molti uomini e donne che hanno un chiaro dono di pastori e di insegnamento nel popolo di Dio esercitano il loro dono informalmente o al di fuori di strutture denominazionali ufficiali ma con l’evidente benedizione dello Spirito di Dio. Anche loro vanno riconosciuti, incoraggiati ed equipaggiati per insegnare rettamente la Parola di Dio.
    • Dobbiamo promuovere la familiarità con il testo biblico tra una generazione, come quella attuale, che dipende ormai principalmente dalla comunicazione digitale piuttosto che dai libri, incoraggiando i metodi digitali di studio induttivo delle Scritture con la stessa profondità di indagine che attualmente necessita di carta, penne e matite.
  • Teniamo l’evangelizzazione al centro di un approccio pienamente integrato di tutta la nostra missione, visto che è lo stesso vangelo la fonte, il contenuto e ciò che rende autorevole ogni missione che sia biblicamente valida. Tutto ciò che facciamo dovrebbe essere a un tempo incarnazione e proclamazione dell’amore e della grazia di Dio e della sua opera salvifica compiuta mediante Gesù Cristo.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Impegno di Città del Capo", (2010)

La maggioranza della popolazione mondiale è fatta di comunicatori orali i quali non possono apprendere o non apprendono tramite mezzi letterari e più della metà si colloca tra coloro che non sono stati raggiunti, come abbiamo definito precedentemente. Tra di questi c’è una popolazione stimata in 350 milioni di persone senza neppure un verso della Scrittura nella propria lingua. Oltre a coloro che sono alle prese con «l’apprendimento orale primario» ci sono molti che sono alle prese con un «apprendimento orale secondario», ovvero coloro che sono teoricamente alfabetizzati ma preferiscono comunicare in maniera orale, grazie all’emergere di un apprendimento visuale e alla predominanza nell’ambito della comunicazione delle immagini.

Nel riconoscere e agire nei confronti del problema dell’oralità, adoperiamoci per:

  • fare un uso maggiore di metodologie orali nei programmi di discepolato, anche tra credenti alfabetizzati.
  • Rendere disponibile la Bibbia sotto forma di racconti orali, dando la priorità a quelle lingue proprie dei gruppi di popoli non raggiunti e ancora da raggiungere.
  • Incoraggiare le agenzie missionarie a sviluppare strategie orali, tra le quali: la registrazione e la distribuzione di storie orali della Bibbia in funzione evangelistica, la formazione di responsabili e per il discepolato, insieme ad un’appropriata formazione orale per gli evangelisti pionieri e per coloro che fondano chiese; questi potrebbero usare in maniera fruttuosa i metodi della comunicazione orale e visiva per comunicare l’intera storia biblica della salvezza, facendo anche uso di narrazioni, danze, arti, poesia, canti e rappresentazioni.
  • Incoraggiare le chiese locali del Sud del mondo a impegnarsi nei confronti dei gruppi di popoli non raggiunti che si trovano nelle loro zone tramite metodologie orali specifiche per la loro visione del mondo.
  • Incoraggiare i seminari ad approntare percorsi formativi in grado di formare pastori e missionari nelle metodologie orali.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Impegno di Città del Capo", (2010)

La rapida crescita della chiesa in così tanti posti resta un fenomeno poco profondo e vulnerabile, in parte a causa della mancanza di guide che siano state discepolate e in parte perché molti usano la propria posizione per accrescere il potere mondano, il prestigio o l’arricchimento personale. Il risultato è che il popolo di Dio soffre, Cristo è disonorato e la missione del vangelo è minata. La soluzione prioritaria più comunemente proposta è la «formazione delle guide». Di fatto, i programmi di formazione per la leadership di ogni genere si sono moltiplicati ma il problema resta, per due probabili ragioni.

In primo luogo, è sbagliato pensare che la strada sia quella di formare le guide a essere sante e come Cristo. Biblicamente parlando, sono coloro le cui vite mostrano già le qualità fondamentali del discepolo maturo che dovrebbero essere chiamati in posti di conduzione. Se oggi abbiamo a che fare con molta gente, nell’ambito della conduzione, che è stata scarsamente discepolata, allora non c’è alternativa se non quella di includere un tale, fondamentale discepolato nello sviluppo della leadership. Forse si può dire che oggi la forte presenza di una leadership della chiesa globale non centrata in Cristo e mondana è la prova lampante di un’evangelizzazione riduzionista svolta per generazioni, di un discepolato trascurato o dimenticato e di una crescita poco profonda. La risposta al fallimento della leadership non è semplicemente un aumento dei programmi di formazione per la leadership ma una formazione migliore. Le guide devono essere prima di tutto discepoli di Cristo esse stesse.

In secondo luogo, alcuni programmi di formazione per la leadership si concentrano su una conoscenza ridotta, su tecniche e abilità a scapito del carattere pio. Al contrario, la guida cristiana autentica deve essere come Cristo, avendo un cuore di servo, l’umiltà, l’integrità, la purezza, l’assenza di avidità, la disposizione alla preghiera, la dipendenza dallo Spirito di Dio e un amore profondo per la gente. Inoltre, alcuni di questi programmi mancano di una specifica formazione di un’abilità chiave che Paolo include nel suo elenco di qualifiche per la leadership, vale a dire: l’insegnamento della Parola al popolo di Dio. Eppure l’insegnamento della Bibbia è il mezzo per eccellenza per fare discepoli ed è anche la deficienza più seria delle contemporanee guide di chiesa.

  • Desideriamo fortemente vedere intensificati gli sforzi nel fare discepoli tramite un’opera d’insegnamento a lungo termine e mediante il nutrimento dei nuovi credenti, così che coloro i quali Dio chiama e dona alla chiesa come guide siano qualificati secondo i criteri biblici della maturità e dell’essere dei servi.
  • Rinnoviamo il nostro impegno a pregare per le nostre guide. Desideriamo fortemente che Dio moltiplichi, protegga e incoraggi le guide che sono biblicamente fedeli e ubbidienti. Preghiamo che Dio rimproveri, rimuova o induca al ravvedimento le guide che disonorano il suo nome e screditano il vangelo. E preghiamo che Dio faccia sorgere una nuova generazione di guide–servi che siano stati discepolati, la cui passione sia sopra ogni altra cosa quella di conoscere Cristo ed essere come lui.
  • Quelli di noi che sono nella leadership cristiana devono riconoscere la propria vulnerabilità e accettare il dono della responsabilità nell’ambito del corpo di Cristo. Raccomandiamo la pratica del sottomettersi a un gruppo di rendicontazione.
  • Incoraggiamo fortemente i seminari e tutti coloro che offrono programmi di formazione alla leadership a concentrarsi maggiormente sulla formazione spirituale e del carattere, non impartendo unicamente il sapere o la valutazione di un voto e ci rallegriamo di cuore per coloro che già fanno così nell’ambito dello sviluppo di una leadership che abbracci «l’intera persona».

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Impegno di Città del Capo", (2010)

Le città sono crucialmente importanti per il futuro dell’umanità e per la missione mondiale. Metà della popolazione del mondo vive oggi nelle città. Le città sono il luogo in cui si rinvengono quattro principali generi di persone: (i) la prossima generazione di giovani; (ii) i popoli meno raggiunti che sono emigrati; (iii) coloro che influenzano la cultura; (iv) i più poveri tra i poveri.

  • Discerniamo la mano sovrana di Dio nella straordinaria crescita dell’urbanizzazione nel nostro tempo ed esortiamo le guide della chiesa e della missione mondiali a rispondere a questo fatto dando un’urgente e strategica attenzione alla missione urbana. Dobbiamo amare le nostre città come fa Dio, con un santo discernimento e con una compassione modellata da Cristo e ubbidire al suo comando di «cercare il bene della città» quale che esso possa essere. Cercheremo di apprendere metodi di missione appropriati e flessibili che rispondano alle realtà urbane.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Impegno di Città del Capo", (2010)


* Considerando i modelli globali, ciò che viene formulato in L’affermazione “città” è sicuramente valido, in Italia però sono spesso i piccoli paesi a essere carenti o sprovvisti di una testimonianza evangelica.Per esempio, i residenti in Piemonte risultano essere 4.363.406 (ISTAT 2018): il 60% abita in paesi con una densità di popolazione inferiore alle 30.000 unità, l’80% in centri con meno di 50.000 abitanti, solo il 20% in un centro urbano. Torino, il comune più grande della regione, conta meno di un milione di persone. La maggior parte delle chiese evangeliche in Piemonte risiede in città. Questo distingue, nell’approccio missionario, l’Italia da tanti altri paesi nel mondo.

Tutti i bambini sono a rischio. Ci sono circa 2 miliardi di bambini nel nostro mondo e metà di loro è a rischio povertà. Milioni di essi sono a rischio a causa della prosperità. I bambini che sono nel benessere e al sicuro hanno tutto ciò che gli serve per vivere ma non hanno niente per cui vivere. I bambini e i giovani sono la chiesa di oggi, non semplicemente quella di domani. I giovani hanno un grande potenziale come agenti attivi nella missione di Dio. Essi rappresentano un enorme, sotto usato serbatoio fatto da coloro che potranno influenzare il contesto che li circonda essendo sensibili alla voce di Dio, avendo una disponibilità a rispondergli. Ci rallegriamo per gli eccellenti ministeri che operano tra e con i bambini e desideriamo ardentemente che tale opera sia moltiplicata, poiché c’è così tanto bisogno. Come vediamo nella Bibbia, Dio può usare e davvero usa i bambini e i giovani, usa le loro preghiere, le loro intuizioni, le loro parole e le loro iniziative per cambiare i cuori. Essi rappresentano «nuova energia» utile a trasformare il mondo. Ascoltiamoli e non soffochiamo la loro semplice spiritualità con i nostri razionalistici approcci da adulti.

Ci impegniamo a:

  • prendere sul serio i bambini, tramite una nuova, biblica e teologica valutazione che riflette sull’amore di Dio e sul suo disegno per loro e tramite di loro, e con il riscoprire la profonda rilevanza che ha per la teologia e per la missione il provocatorio gesto di Gesù di porre «un bambino in mezzo a loro».
  • Cercare di formare le persone e fornire le risorse per far fronte ai bisogni dei bambini ovunque nel mondo, lavorando dove è possibile con le loro famiglie e le loro comunità, nella convinzione che un ministero olistico a loro favore e in ogni successiva generazione di bambini e di giovani sia una componente vitale della missione mondiale.
  • Denunciare, resistere e agire contro ogni abuso sui bambini, incluso la violenza, lo sfruttamento, la schiavitù, il traffico di esseri umani, la prostituzione, la discriminazione di genere e di etnia, lo sfruttamento commerciale e la negligenza deliberata.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Impegno di Città del Capo", (2010)

In mezzo a tutte queste priorità, impegniamoci direttamente e nuovamente nel pregare. La preghiera è una chiamata, un comando e un dono. La preghiera è il fondamento e la risorsa indispensabile per tutti gli elementi della nostra missione.

  • Pregheremo uniti, con precisione, persistenza e con una chiarezza biblicamente informata:
    • perché Dio invii operai in ogni angolo del mondo, nella potenza del suo Spirito;
    • per i perduti di ogni popolo e ogni luogo affinché siano attirati a Dio per mezzo del suo Spirito, mediante la proclamazione della verità del vangelo e la dimostrazione dell’amore e della potenza di Cristo;
    • perché sia rivelata la gloria di Dio e sia conosciuto e lodato il nome di Cristo, in ragione del carattere, delle azioni e delle parole del suo popolo. Supplicheremo per i nostri fratelli e per le nostre sorelle che soffrono per il nome di Cristo;
    • perché venga il regno di Dio, perché possa essere fatta la sua volontà sulla terra come in cielo, nello stabilimento della giustizia, la gestione e la cura del creato e la benedizione della pace di Dio nelle nostre comunità.
  • Renderemo continuamente grazie a Dio nel considerare l’opera sua tra le nazioni, guardando al giorno in cui il regno di questo mondo diverrà il regno del nostro Dio e del suo Cristo.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Impegno di Città del Capo", (2010)

Camminare è la metafora biblica per il nostro modo di vivere e per la nostra condotta quotidiana. Paolo in Efesini parla per sette volte di come i cristiani dovrebbero o non dovrebbero camminare.

Il popolo di Dio o cammina nella via del Signore o cammina nelle vie di altri dei. La Bibbia mostra che il più grande problema per Dio non concerne le nazioni del mondo ma il popolo che ha creato e chiamato per essere il mezzo di benedizione delle nazioni. E il più grande degli ostacoli per adempiere tale missione è l’idolatria in mezzo allo stesso popolo di Dio. Poiché se siamo chiamati a portare le nazioni all’adorazione del Dio unico, vivente e vero, allora falliamo miseramente se noi stessi stiamo correndo dietro le false divinità dei popoli che ci circondano.

Quando non c’è distinzione nella condotta tra i cristiani e i non cristiani, per esempio nella pratica della corruzione e dell’avidità o della promiscuità sessuale o nell’incidenza dei divorzi o nella ricaduta in pratiche religiose precristiane o negli atteggiamenti verso la gente di altre etnie o negli stili di vita consumistici o nei pregiudizi sociali, allora il mondo ha ragione nel chiedersi se il nostro cristianesimo faccia di fatto alcuna differenza. Il nostro messaggio non esprime nessuna autenticità al mondo che osserva.

  • Ci sfidiamo reciprocamente, come popolo di Dio presente in ogni cultura, a far fronte al grado in cui, in maniera conscia o inconscia, siamo coinvolti nelle idolatrie delle culture che ci circondano. Preghiamo per un discernimento profetico utile a identificare e a denunciare questi falsi dei e la loro presenza nella stessa chiesa e per il coraggio di ravvederci e rinunciare a loro nel nome e per l’autorità di Gesù Signore.
  • Poiché non esiste una missione biblica senza un vivere biblico ci impegniamo nuovamente con solerzia e sfidiamo tutti coloro che professano il nome di Cristo a vivere con un carattere radicalmente distintivo che si differenzi dal mondo, a «rivestirci della nuova umanità, creata per essere come Dio in vera giustizia e santità».

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Impegno di Città del Capo", (2010)

1a PARTE

Il disegno di Dio per la creazione è che il matrimonio sia costituito dalla relazione dedita e fedele tra un uomo e una donna, nella quale essi divengono una carne in una nuova unità sociale, distinta dalle loro famiglie di provenienza e che i rapporti sessuali, come espressione di quella «unica carne», siano goduti esclusivamente nel vincolo del matrimonio. Questa amorosa unione sessuale nel matrimonio in cui i «due diventano uno» riflette sia la relazione di Cristo con la chiesa sia l’unione tra gli Ebrei e i Gentili nella nuova umanità.

Paolo pone in contrasto la purezza dell’amore di Dio con la bruttezza dell’amore contraffatto che si maschera nella sessualità disordinata e in tutto ciò che l’accompagna. La sessualità disordinata di ogni genere, in ogni pratica di intimità sessuale prima o al di fuori del matrimonio, come è definito biblicamente, si pone al di fuori della volontà e della benedizione di Dio nella creazione e nella redenzione. L’abuso e l’idolatria che circondano la sessualità disordinata contribuiscono a un vasto declino sociale, incluso la rottura dei matrimoni e delle famiglie e producono incalcolabili sofferenze di solitudine e di sfruttamento. È un tema serio nella stessa chiesa ed è, tragicamente, una causa diffusa di fallimento della leadership.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Impegno di Città del Capo", (2010)

2a PARTE

Riconosciamo il nostro bisogno di una profonda umiltà e di una coscienza del fallimento [nel campo della sessualità disordinata]. Desideriamo davvero vedere i cristiani sfidare le culture che li circondano col vivere secondi gli standard a cui la Bibbia ci chiama.

  • Incoraggiamo fortemente tutti i pastori:
    • a favorire nelle nostre chiese un dibattito più aperto sulla sessualità, dichiarando positivamente la buona novella del piano di Dio per delle sane relazioni e per la vita familiare ma anche ad affrontare con onestà pastorale gli ambiti in cui i cristiani condividono le realtà spezzate e disfunzionali della cultura circostante;
    • a insegnare chiaramente gli standard di Dio ma a farlo con la compassione pastorale di Cristo per i peccatori, riconoscendo quanto noi tutti siamo vulnerabili alla tentazione sessuale e al peccato;
    • a combattere per presentare un esempio positivo nel vivere secondo gli standard biblici della fedeltà sessuale.
  • Come membri della chiesa ci impegniamo:
    • a fare tutto ciò che possiamo nella chiesa e nella società per rafforzare dei matrimoni fedeli e una sana vita di famiglia;
    • a riconoscere la presenza e il contributo di coloro che sono single, vedovi o senza figli per far sì che la chiesa sia una famiglia che li accoglie e li sostiene in Cristo e per metterli nella condizione di esercitare i loro doni nell’ampio spettro dei ministeri ecclesiali;
    • a resistere alle molteplici forme di disordine sessuale presenti nella cultura che ci circonda, incluso la pornografia, l’adulterio e la promiscuità;
    • a cercare di comprendere e affrontare le profonde, basilari problematiche concernenti l’identità e l’esperienza che attraggono alcuni nella pratica omosessuale; ad approcciarci agli omosessuali con l’amore, la compassione e la giustizia di Cristo, rigettando e condannando ogni forma di odio, di abuso verbale o fisico e la loro vittimizzazione;
    • a ricordare che per mezzo della grazia redentrice di Dio nessuna persona o nessuna situazione è oltre la possibilità del cambiamento e della restaurazione.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Impegno di Città del Capo", (2010)

Nella nostra condizione di esseri decaduti e nel peccato, il potere è spesso esercitato per abusare e sfruttare altri. Esaltiamo noi stessi reclamando la superiorità di genere, di razza o di stato sociale. Paolo contrasta tutti questi segni dell’idolatria dell’orgoglio e del potere esigendo che coloro che sono ripieni dello Spirito di Dio si sottomettano l’uno all’altro per l’onore di Cristo. Una tale, mutua sottomissione e un tale, reciproco amore deve essere espresso nel matrimonio, nella famiglia e nelle relazioni socio-economiche.

  • Desideriamo davvero vedere tutti i cristiani, siano essi mariti o mogli, genitori o figli, impiegati o datori di lavoro, vivere l’insegnamento della Bibbia sul «sottomettersi gli uni agli altri nel timore di Cristo».
  • Incoraggiamo i pastori ad aiutare i credenti affinché capiscano, discutano apertamente e pratichino la reciproca sottomissione che Dio richiede dai suoi figli, l’uno nei confronti dell’altro. In un mondo di avidità, di potere e di abusi Dio sta chiamando la sua chiesa a essere il luogo dell’umiltà mansueta e dell’amore altruistico tra i suoi membri.
  • Richiamiamo in particolare e con urgenza i mariti cristiani a osservare l’equilibrio delle responsabilità nell’insegnamento che Paolo dà in merito ai mariti e alle mogli. Sottomissione reciproca significa che la sottomissione di una moglie a suo marito è verso un uomo il cui amore e la cui cura per lei trovano il modello nell’amore di Gesù Cristo che si è sacrificato per la sua chiesa. In qualunque cultura ogni forma di abuso verbale, sentimentale o fisico della propria moglie è incompatibile con l’amore di Cristo. Neghiamo che qualche cultura o distorta interpretazione biblica possa giustificare la violenza su una moglie. Ci addoloriamo che una cosa del genere si trovi tra coloro che si professano cristiani, incluso pastori e guide. Non abbiamo alcuna esitazione a denunciare ciò come peccato e a esigere il ravvedimento e la rinuncia a una pratica del genere.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Impegno di Città del Capo", (2010)

Non possiamo edificare il regno del Dio della verità sulle fondamenta della disonestà. Eppure nel nostro ardente desiderio di «successo» e di «risultati» siamo tentati di sacrificare la nostra integrità con affermazioni distorte o esagerate che equivalgono a menzogne. In effetti, camminare nella luce consiste nel camminare in «giustizia e verità».

  • Facciamo appello a tutti i responsabili di chiesa e di missioni a resistere alla tentazione di essere meno che totalmente veritieri nel presentare la propria opera. Siamo disonesti quando gonfiamo i nostri resoconti con statistiche non fondate o distorciamo la verità per guadagno. Preghiamo per un’ondata purificatrice di onestà e perché finiscano tali distorsioni, manipolazioni ed esagerazioni. Richiamiamo tutti coloro che finanziano le opere spirituali a non avanzare pretese che non siano realistiche in ordine a risultati misurabili e visibili, andando oltre il bisogno di una necessaria rendicontazione. Lottiamo per una cultura della piena integrità e trasparenza. Sceglieremo di camminare nella luce e nella verità di Dio poiché il Signore prova il cuore e si compiace dell’integrità.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Impegno di Città del Capo", (2010)

1a PARTE

La diffusa predicazione e l’insegnamento del «vangelo della prosperità» nel mondo pone notevoli preoccupazioni. Definiamo il vangelo della prosperità quell’insegnamento secondo il quale i credenti hanno diritto alla benedizione della salute e del benessere e possono ottenere queste benedizioni tramite confessioni di fede positive e la «legge del seminare» doni finanziari o materiali. L’insegnamento della prosperità è un fenomeno trasversale a molte denominazioni in tutti i continenti.

Affermiamo la miracolosa grazia e potenza di Dio e accogliamo la crescita delle chiese e dei ministeri che portano la gente a esercitare una fede che dipende dal Dio vivente e dalla sua potenza. Crediamo nella potenza dello Spirito Santo. Tuttavia, neghiamo che la potenza miracolosa di Dio possa essere considerata come qualcosa di automatico o che sia a disposizione delle tecniche umane o manipolate da parole, azioni, doni, oggetti o riti umani.

Affermiamo che esiste una visione biblica del prosperare umano e che la Bibbia include il benessere materiale (sia della salute sia della ricchezza) nel suo insegnamento riguardo la benedizione di Dio. Tuttavia, neghiamo come non biblico l’insegnamento secondo il quale il benessere spirituale possa essere misurato in termini di benessere materiale o che la ricchezza è sempre un segno della benedizione di Dio. La Bibbia mostra che la ricchezza spesso può essere ottenuta tramite l’oppressione, l’inganno e la corruzione. Neghiamo anche che la povertà, la malattia o la morte prematura siano sempre un segno della maledizione di Dio o la prova della mancanza di fede o il risultato delle maledizioni umane, poiché la Bibbia rigetta simili, semplicistiche spiegazioni.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Impegno di Città del Capo", (2010)

2a PARTE

Accettiamo il fatto che sia una buona cosa esaltare la potenza e la vittoria di Dio. Ma crediamo che gli insegnamenti di molti che promuovono vigorosamente il vangelo della prosperità distorce seriamente la Bibbia; crediamo che le loro pratiche e il loro stile di vita manchino spesso di etica e non assomiglino al modello di Cristo; crediamo che essi generalmente sostituiscano la genuina evangelizzazione con la ricerca del miracoloso e sostituiscano la chiamata al ravvedimento con l’appello a dare denaro all’organizzazione del predicatore. Ci addoloriamo per il fatto che l’impatto di questo insegnamento su molte chiese è pastoralmente dannoso e spiritualmente deleterio.

Affermiamo volentieri e decisamente ogni iniziativa che nel nome di Cristo cerca di recare guarigione per l’ammalato o liberazione durevole dalla povertà e dalla sofferenza. Il vangelo della prosperità non offre soluzione durevole alla povertà e può far deviare le persone dal vero messaggio e dai mezzi della salvezza eterna. Per queste ragioni esso può essere descritto senza esagerazione come un falso vangelo. Rigettiamo dunque gli eccessi dell’insegnamento della prosperità ritenendoli incompatibili con l’equilibrato cristianesimo biblico.

  • Incoraggiamo urgentemente i responsabili di chiesa e delle missioni, nei contesti in cui il vangelo della prosperità è diffuso, a provare il suo insegnamento facendo molta attenzione a ciò che ha insegnato Gesù e al suo esempio. In particolare, dobbiamo interpretare e insegnare i brani biblici che di solito vengono usati per giustificare il vangelo della prosperità nel loro più ampio contesto biblico e con l’equilibrio che gli è proprio. Laddove l’insegnamento della prosperità compare in un contesto di povertà dobbiamo contrastarlo con autentica compassione e con l’azione che arreca giustizia e trasformazione durevole nella condizione dei poveri. Soprattutto, dobbiamo sostituire l’egoismo e l’avidità con l’insegnamento biblico sul sacrificio di sé e sul donare generoso come segni del vero discepolato nei confronti di Cristo. Sottolineiamo l’appello storico di Losanna a uno stile di vita più semplice.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Impegno di Città del Capo", (2010)

Paolo ci insegna che l’unità cristiana è una creazione di Dio, fondata sulla nostra riconciliazione con lui e l’uno con l’altro. Questa doppia riconciliazione è stata compiuta mediante la croce. Quando viviamo in unità e operiamo in partenariato dimostriamo la potenza soprannaturale e contro-culturale della croce. Ma quando dimostriamo la nostra disunità mediante il non riuscire a lavorare insieme, avviliamo la nostra missione e il nostro messaggio e neghiamo la potenza della croce.

Una chiesa divisa non ha messaggio per un mondo diviso. Il nostro fallimento nel non riuscire a vivere in un’unità riconciliata è un ostacolo maggiore per l’autenticità e per l’efficacia della missione.

  • Ci rattristiamo per la divisione e per la tendenza a dividersi delle nostre chiese e organizzazioni. Desideriamo intensamente e con urgenza che i cristiani coltivino uno spirito di grazia e ubbidiscano alla raccomandazione di Paolo a «fare ogni sforzo per conservare l’unità dello Spirito nei legami della pace».
  • Sebbene riconosciamo che la nostra più profonda unità sia di ordine spirituale, aneliamo un maggiore riconoscimento della forza missionale di un’unità visibile, pratica e terrena. Pertanto sproniamo le sorelle e i fratelli in tutto il mondo, nell’interesse della nostra comune testimonianza e missione, a resistere alla tentazione di spaccare il corpo di Cristo e a cercare le vie della riconciliazione e di un’unità restaurata ovunque sia possibile.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Impegno di Città del Capo", (2010)

Il partenariato nella missione non è unicamente un fatto di efficienza. Si tratta di una manifestazione strategica e pratica della nostra comune sottomissione a Gesù Cristo come Signore. Troppo spesso ci siamo impegnati nella missione in modi che preservavano e rendevano prioritarie le nostre identità (etniche, denominazionali, teologiche, ecc..) e abbiamo fallito a sottomettere le nostre passioni e le nostre preferenze al nostro unico Signore e Padrone. La supremazia e la centralità di Cristo nella nostra missione devono essere qualcosa di più di una confessione di fede; esse devono anche governare la nostra strategia, la nostra azione concreta e l’unità.

Ci rallegriamo per la crescita e il rafforzamento dei movimenti missionari emergenti nel mondo maggioritario e della fine del vecchio modello «dall’Occidente al resto del mondo». Ma non accettiamo l’idea che il testimone della responsabilità della missione sia passato da una parte all’altra della chiesa mondiale. Non avrebbe alcun senso rifiutare il trionfalismo occidentale del passato solo per trasferire questo stesso spirito ingiusto in Asia, in Africa o in America latina. Nessun gruppo etnico, nazione o continente può rivendicare il privilegio esclusivo di essere l’unico a compiere il Grande Mandato. Solo Dio è sovrano.

  • In qualità di guide della chiesa e della missione in tutte le parti del mondo siamo tutti dalla stessa parte e siamo chiamati a riconoscerci e accettarci vicendevolmente, avendo uguali opportunità al fine di contribuire insieme alla missione mondiale. Mettiamo dunque da parte, sottomettendoci a Cristo, il sospetto, la competizione e l’orgoglio e dimostriamo di essere disposti a imparare da coloro che Dio sta usando anche quando non provengono dal nostro continente, non fanno parte della nostra particolare teologia, né della nostra organizzazione né del nostro circolo di amici.
  • Il partenariato è più di un qualcosa che dipende dal denaro e l’afflusso non ponderato del denaro spesso corrompe e divide la chiesa. Dimostriamo allora definitivamente che la chiesa non opera sulla base del principio secondo il quale coloro che hanno più denaro hanno anche il maggior potere decisionale. Non imponiamo più i nostri nomi preferiti, i nostri slogan, i nostri programmi, i nostri sistemi e i nostri metodi sulle altre parti della chiesa. Operiamo piuttosto per un’autentica mutualità tra Nord e Sud, Est e Ovest, per l’interdipendenza nel dare e nel ricevere, per il rispetto e per la dignità che caratterizzano degli amici genuini e degli autentici partner nella missione.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Impegno di Città del Capo", (2010)

La scrittura afferma che Dio ha creato gli uomini e le donne a sua immagine e ha dato loro insieme il dominio sulla terra. Il peccato è entrato nella vita e nella storia umane tramite l’uomo e la donna che hanno agito insieme ribellandosi contro Dio. Mediante la croce di Cristo Dio ha operato la salvezza, l’accoglienza e l’unità per gli uomini e per le donne, allo stesso modo. A Pentecoste Dio ha sparso il suo Spirito di profezia su ogni carne, sui figli e sulle figlie, similmente. Donne e uomini sono dunque uguali nella creazione, nel peccato, nella salvezza e nello Spirito.

Tutti noi, donne e uomini, sposati e single, siamo responsabili nell’uso dei doni di Dio a beneficio degli altri, come amministratori della grazia di Dio e per la lode e la gloria di Cristo. Tutti noi, dunque, abbiamo anche la responsabilità di permettere a tutto il popolo di Dio di esercitare tutti i doni che Dio ha dato, in tutte le aree del servizio nelle quali Dio chiama la chiesa. Non dobbiamo spegnere lo Spirito, disprezzando il ministero di qualcuno. Inoltre siamo determinati a vedere il ministero nel corpo di Cristo come un qualcosa che è donato e una responsabilità alla quale si è chiamati per servire e non come uno status e un diritto da esigere.

  • Ci atteniamo alla posizione storica di Losanna: «Affermiamo che i doni dello Spirito sono distribuiti a tutto il popolo di Dio, donne e uomini, e che la loro collaborazione nell’evangelizzazione deve essere accolta per il bene comune». Riconosciamo l’enorme e dispendioso contributo che le donne hanno dato alla missione nel mondo, svolgendo il ministero sia in favore degli uomini sia delle donne, dai tempi biblici al presente.
  • Riconosciamo che ci sono vedute diverse, sostenute con sincerità da parte di coloro che cercano di essere fedeli e ubbidienti alla Scrittura. Alcuni interpretano l’insegnamento apostolico per indicare che le donne non devono insegnare o predicare o che possono farlo ma non come unica autorità sugli uomini.Altri interpretano l’uguaglianza spirituale delle donne, l’esercizio edificante del dono di profezia da parte di donne nella chiesa del Nuovo Testamento e il fatto che ospitassero delle chiese nelle loro case, come fatti implicanti che i doni spirituali di guida e di insegnamento possano essere ricevuti ed esercitati nel ministero sia dalle donne sia dagli uomini. Ricordiamo a coloro che si pongono sui due lati del problema di:
    • accogliersi l’un l’altro senza condannarsi in merito agli argomenti dibattuti, poiché nel mentre possiamo essere in disaccordo non abbiamo motivi di dividerci, di parlare in maniera distruttiva o di nutrire un’ostilità ingiusta l’uno nei confronti dell’altro (42 - Romani 14:1–13.);
    • studiare la Scrittura insieme, facendo attenzione al contesto e alla cultura degli autori originali e dei lettori contemporanei;
    • A riconoscere che laddove c’è una genuina sofferenza dobbiamo mostrare compassione; dove c’è ingiustizia e mancanza d’integrità dobbiamo opporci a queste cose; e dove c’è resistenza all’evidente opera dello Spirito Santo in qualunque sorella o fratello, allora dobbiamo ravvederci;
    • Impegnarci per un modello di ministero, maschile e femminile, che rifletta lo spirito di servizio di Gesù Cristo, non la lotta mondana per il potere e per lo status.
  • Incoraggiamo le chiese a riconoscere le pie donne che insegnano e incarnano ciò che è buono, come raccomandava Paolo e a fornire sempre più ampie opportunità alle donne nell’educazione, nel servizio e nella leadership, in particolare in contesti in cui il vangelo sfida delle tradizioni culturali ingiuste. Desideriamo davvero che le donne non debbano essere ostacolate nell’esercitare i doni di Dio o nel seguire la chiamata di Dio per le loro vite.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Impegno di Città del Capo", (2010)

Il Nuovo Testamento mostra lo stretto partenariato esistente tra l’opera di evangelizzazione e la fondazione di chiese (p.es. l’apostolo Paolo) e l’opera di nutrimento per le chiese (p.es. Timoteo e Apollo). Entrambi i compiti sono integrati nel Grande Mandato, dove Gesù descrive il fare discepoli nei termini dell’evangelizzazione (prima del «battezzandoli») e poi «insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate». La formazione teologica è parte della missione, oltre all’evangelizzazione.

La missione della chiesa sulla terra è quella di servire la missione di Dio e la missione della formazione teologica è quella di rafforzare e accompagnare la missione della chiesa. La formazione teologica serve prima di tutto per formare coloro che guidano la chiesa come pastori–insegnanti, equipaggiandoli a insegnare la verità della parola di Dio con fedeltà, rilevanza e chiarezza; e in secondo luogo, a equipaggiare tutto il popolo di Dio per il compito missionale di comprendere e comunicare con rilevanza la verità di Dio in ogni contesto culturale. La formazione teologica ha a che vedere con il combattimento spirituale, in quanto «demoliamo i ragionamenti e tutto ciò che si eleva orgogliosamente contro la conoscenza di Dio, facendo prigioniero ogni pensiero fino a renderlo ubbidiente a Cristo».

  • Quelli di noi che guidano delle chiese e delle agenzie missionarie devono riconoscere che la formazione teologica è intrinsecamente missionale. Chi fa formazione teologica deve assicurare che essa sia intenzionalmente missionale, poiché il suo posto nell’accademia non è un fine in sé ma deve servire la missione della chiesa nel mondo.
  • La formazione teologica sta in stretto partenariato con tutte le forme di impegno missionale. Incoraggeremo e sosterremo tutti coloro che forniscono una formazione teologica biblicamente fedele, formale e non formale, a livelli locale, regionale e internazionale.
  • Sproniamo le istituzioni e i programmi di formazione teologica a compiere una «verifica missionale» dei loro curricoli, delle loro strutture e del loro ethos, per assicurare che servano veramente i bisogni e le opportunità che la chiesa affronta nelle varie culture.
  • Desideriamo davvero che tutti i fondatori di chiese e tutti gli educatori teologici pongano la Bibbia al centro del loro partenariato, non solo nelle affermazioni dottrinali ma nella pratica. Gli evangelisti devono usare la Bibbia come la fonte suprema del contenuto e dell’autorità del loro messaggio. Gli educatori teologici devono rimettere al centro lo studio della Bibbia come la disciplina centrale della teologia cristiana, integrando e permeando con essa tutti gli altri campi di studio e di applicazione. Soprattutto, l’educazione teologica deve servire a equipaggiare i pastori–insegnanti per la loro responsabilità primaria di predicare e insegnare la Bibbia.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Impegno di Città del Capo", (2010)

1a PARTE

Dio era in Cristo nel riconciliare con sé il mondo. Lo Spirito di Dio era a Città del Capo richiamando la chiesa di Cristo a essere ambasciatrice dell’amore riconciliatore di Dio per il mondo. Dio ha mantenuto la promessa della Sua Paro-la allorquando il suo popolo si è radunato nel nome di Cristo, poiché il Signore Gesù Cristo ha camminato in mezzo a noi.

Abbiamo voluto ascoltare la voce del Signore Gesù Cristo. E nella sua misericordia, tramite il suo Santo Spirito, Cristo ha parlato al suo popolo che era in ascolto. Tramite le molte voci dell’esposizione della Bibbia, i messaggi delle sessioni plenarie e le discussioni di gruppo, sono risuonati due temi che sono emersi continuamente:

  • il bisogno di un discepolato radicale e ubbidiente, che conduce alla maturità, alla crescita in spessore e in numero;
  • il bisogno di una radicale riconciliazione croce-centrica, che porti all’unità, alla crescita nell’amore così come alla crescita nella fede e nella speranza.

Il discepolato e la riconciliazione sono indispensabili per la nostra missione. Ci rattristiamo per lo scandalo della nostra poca profondità e per la mancanza di discepolato e per lo scandalo della nostra disunità e mancanza d’amore. Entrambe le cose danneggiano seriamente la nostra testimonianza al vangelo.

In queste due sfide discerniamo la voce del Signore Gesù Cristo, poiché esse corrispondono alle due parole più enfatiche che Cristo ha rivolto alla chiesa, così come sono riportate nei Vangeli. Nel Vangelo di Matteo Gesù ci ha dato il suo primario mandato a fare discepoli tra le nazioni. Nel Vangelo di Giovanni, Gesù ci ha dato il nostro primario metodo, quello di amarci gli uni gli altri affinché il mondo possa riconoscere che siamo discepoli di Gesù. Non dovremo essere sorpresi ma piuttosto rallegrarci di ascoltare la voce del Maestro quando scopriamo che Cristo dice le stesse cose 2000 anni dopo al suo popolo raccolto da ogni parte del mondo. Fate discepoli. Amatevi gli uni gli altri.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Impegno di Città del Capo", (2010)

2a PARTE

Fate discepoli

La missione biblica richiede che coloro che professano il nome di Cristo siano come lui, prendendo la loro croce, rinunziando a se stessi e seguendolo nelle vie dell’umiltà, dell’amore, dell’integrità, della generosità e del servizio. Fallire nel discepolato e nel fare discepoli significa fallire al livello più fondamentale della nostra missione. La chiamata di Cristo alla sua chiesa ci giunge di nuovo dalle pagine dei Vangeli: «vieni e seguimi»; «va e fai discepoli».

Amatevi gli uni gli altri

Per tre volte Gesù ha ripetuto: «Io vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri. Come io vi ho amati, anche voi amatevi gli uni gli altri». Per tre volte Gesù ha pregato «che siano tutti uno o Padre». Entrambi, il comandamento e la preghiera, sono missionali. «Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri». «Affinché siano perfetti nell’unità, e affinché il mondo conosca che tu mi hai mandato». Gesù non poteva rendere ancora più enfatico questo punto. L’evangelizzazione del mondo e il riconoscimento della divinità di Cristo sono facilitati oppure ostacolati dal nostro ubbidirgli concretamente o meno. La chiamata di Cristo e dei suoi apostoli giunge nuovamente a noi: «Amatevi gli uni gli altri»; «sforzandovi di conservare l’unità dello Spirito con il vincolo della pace». È nell’interesse della missione di Dio che rinnoviamo il nostro impegno a ubbidire a questo «messaggio udito fin da principio». Quando i cristiani vivranno nell’unità riconciliata dell’amore, per la potenza dello Spirito Santo, il mondo giungerà a conoscere Gesù di cui siamo discepoli e giungerà a conoscere il Padre che lo ha mandato.

Nel nome di Dio Padre, Figlio e Spirito Santo e sulla sola base della fede nell’infinita misericordia e grazia salvifica di Dio, aneliamo e preghiamo davvero o per una riforma del discepolato biblico e per una rivoluzione d’amore secondo l’esempio di Cristo. Eleviamo questa nostra preghiera e assumiamo questo impegno per amore del Signore che amiamo e per il bene del mondo che serviamo nel suo nome.

Il Movimento Losanna
Il testo è tratto da "Impegno di Città del Capo", (2010)